Cosa va storto (quasi sempre) nelle campagne di raccolta fondi delle organizzazioni italiane. Analisi, errori reali e soluzioni concrete.
Cosa va storto (quasi sempre) nelle campagne di raccolta fondi delle organizzazioni italiane.
Se lavori nel nonprofit italiano, almeno tre di queste situazioni ti suoneranno familiari.
Invii appelli di donazione a contatti che non sanno chi siete
Mandi la stessa email al donatore da 500€ e al contatto di ieri
Le tue email sembrano comunicati stampa ministeriali
La thank you page dice solo "Grazie" in Times New Roman
Decidi a intuito perché "secondo me è andata bene"
Fai fundraising solo a Natale e poi sparisci per 11 mesi
Se hai annuito almeno una volta, questa guida è per te.
Il fundraising non è un bancomat. Perché il percorso relazionale viene prima della transazione.
Parlare a tutti nello stesso modo significa non parlare a nessuno. Bastano tre segmenti per cambiare tutto.
Il tono istituzionale è il nemico della donazione. Le persone donano quando sentono qualcosa.
Il momento dopo la donazione è il più prezioso. Sprecarlo è imperdonabile.
"Secondo me è andata bene" non è un'analisi. Cinque metriche bastano per cambiare tutto.
Il sito è un funnel, non un museo. Ogni pagina deve guidare verso un'azione concreta.
Il fundraising non è stagionale. Serve presenza costante e un calendario editoriale serio.
Quello che funziona per Emergency non funzionerà per voi. La vostra forza è la vicinanza.
Una donazione singola è un evento. Una ricorrente è una relazione. La differenza è sopravvivere o prosperare.
Il silenzio post-donazione è la prima causa di abbandono. Il report d'impatto è il vostro strumento più potente.
«Il primo passo per raccogliere fondi è smettere di fare le cose che impediscono di raccoglierli.»
— Michelangelo Gigli
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Per responsabili fundraising, comunicatori, direttori di piccole e medie organizzazioni, volontari che gestiscono campagne di raccolta fondi.
No. Ogni errore è spiegato con contesto, problema, soluzione e consiglio pratico. Zero gergo tecnico.
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Certo. Anzi, è consigliato. Più persone la leggono, più è facile correggere gli errori insieme.