Michelangelo Gigli Iscriviti gratis

La mia newsletter · casi studio di fundraising

Ogni 2 settimane ti mando un caso studio reale.

Ogni volta una sola campagna vera di un’associazione, un partito o un movimento, raccontata con le mail e i numeri veri: cosa è stato fatto, com’è andata e cosa puoi copiare.

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La scrivo io, Michelangelo Gigli. Lavoro ogni giorno nella raccolta fondi di associazioni, movimenti e partiti.

CASO STUDIOUn appello via email

Da: Michelangelo Gigli

Per finanziare un evento, non abbiamo parlato dell’evento

€7.283raccolti
178donazioni
10giorni
  1. La campagnaUn evento da finanziare in fretta: un viaggio, le riprese, una sala da riempire. Obiettivo 8.000 euro.
  2. Cosa abbiamo fattoNiente «ci servono 8.000 euro per l’evento». La mail parte dalla persona che salirà sul palco, e ogni voce del budget diventa un pezzo della storia.
  3. Com’è andata178 donazioni in dieci giorni, 41 euro di media: il 91% dell’obiettivo.
  4. Cosa puoi copiareIl budget è per te, la storia è per chi dona. E il grazie chiude la storia con le stesse parole della richiesta.
Un esempio di caso: una campagna sola, con le mail e i numeri veri.

Fundraising: da dove partire.

Fare fundraising vuol dire chiedere a chi crede nella tua causa di sostenerla con dei soldi, e fare in modo che lo rifaccia. Le regole di base sono le stesse per tutti; cambia da dove si comincia.

  1. 01

    Si dona a persone, non a sigle

    Una storia, un volto, una conseguenza concreta. L’organizzazione viene dopo.

  2. 02

    Si chiede per qualcosa di preciso

    Non «sostienici»: un obiettivo, una cifra, una scadenza.

  3. 03

    Il primo dono è solo l’inizio

    Grazie subito, poi il racconto di cosa è successo, poi la richiesta successiva. È lì che si fa la raccolta vera.

E tu, da dove parti?

Associazioni e non profit

Parti da chi ti conosce già.

La prima raccolta di un’associazione non arriva dagli sconosciuti: arriva da soci, volontari e da chi ha già partecipato. Quasi sempre nessuno gli ha mai fatto una richiesta vera.

Nella newsletter, per te: appelli via email, campagne 5 per mille, lasciti, ringraziamenti che fanno tornare a donare.

  1. Fai la lista di chi ti conosceSoci, volontari, chi è venuto a un evento, chi ha firmato: tutti nello stesso posto, con l’email e il permesso di scrivergli.
  2. Chiedi per un progetto preciso«Sostienici» non funziona. Una cifra, una conseguenza e una scadenza sì: con 30 euro succede questa cosa, entro questa data.
  3. Ringrazia entro 48 orePoi racconta cosa hai fatto con quei soldi. Chi si sente ringraziato torna a donare.
  4. Chiedi il 5 per mille ogni annoA chi ti sostiene già, nei mesi della dichiarazione dei redditi: a loro non costa niente, per te può cambiare il bilancio.

Partiti e candidati

Chi dona non vuole aiutarti: vuole vincere.

In politica si raccoglie con regole precise e tempi strettissimi. La richiesta deve parlare di obiettivo, avversario e conseguenze, non dei bisogni della campagna.

Nella newsletter, per te: crowdfunding di candidati, piccoli donatori, 2 per mille, campagne elettorali in Italia e all’estero.

  1. Metti in regola i soldi prima di chiederliMandatario, conto dedicato, tetti di spesa e obblighi di trasparenza: si sistemano prima della prima richiesta, non dopo.
  2. Parti dal cerchio vicinoAmici, colleghi, chi ti ha già sostenuto: le prime donazioni danno credibilità a tutte le altre.
  3. Dai un obiettivo e una scadenzaUn manifesto, un evento, l’ultima settimana di campagna: si dona per una cosa precisa entro una data precisa.
  4. Costruisci i piccoli donatoriTanti sostenitori regolari valgono più di pochi grandi nomi. E per un partito il 2 per mille va chiesto ogni anno, con le parole giuste.

Movimenti, comitati e campagne civiche

Le persone si muovono già. Non perderle.

Un movimento ha un vantaggio enorme: la gente partecipa. Il lavoro è non disperderla dopo la prima firma e darle un modo concreto per contare, anche con una donazione.

Nella newsletter, per te: petizioni, raccolte firme, mobilitazioni, coalizioni e raccolte lampo.

  1. Ogni firma è un contattoChiedi l’email e il permesso di riscrivere: una petizione senza lista è un lavoro buttato.
  2. Scrivi subito a chi ha firmatoGrazie, cosa succede adesso, una prima azione facile. Chi riceve notizie resta, chi non le riceve si dimentica.
  3. Chiedi soldi per un momento precisoUn deposito di firme, un voto, una mobilitazione: le raccolte lampo funzionano quando la scadenza è vera.
  4. Una pagina di donazione che va dal telefonoPochi campi, importi suggeriti, pagamento in due tocchi: è lì che si perdono più donazioni di quanto si pensi.

Non è per te se cerchi teoria, frasi motivazionali o i casi da milioni: qui ci sono campagne come la tua.

Un caso, smontato pezzo per pezzo.

Ogni volta lo stesso schema, su una campagna con budget e squadra normali: in cinque minuti sai cosa è successo e cosa ti porti a casa.

  1. 01

    La campagna

    Chi, per cosa, con quale obiettivo e in quanto tempo. Il contesto in poche righe.

  2. 02

    Cosa è stato fatto

    Le mail, le pagine e i messaggi veri, con le immagini. E la scelta più ovvia, che si è deciso di non fare.

  3. 03

    Com’è andata

    I numeri veri: quante donazioni o firme, in quanti giorni, la media, l’obiettivo.

  4. 04

    Cosa puoi copiare

    Tre o quattro regole da usare nella tua prossima campagna, anche con poco budget.

Michelangelo Gigli

Chi scrive

Li racconta chi ci lavora.

Sono Michelangelo Gigli, consulente di fundraising politico e mobilitazione civica. Lavoro ogni giorno nella raccolta fondi dell’Associazione Luca Coscioni e con Eumans, tra Roma e Bruxelles.

Racconto campagne che ho seguito io o che ho studiato da vicino: appelli, raccolte firme, crowdfunding, ringraziamenti. Quando posso, con le mail e i materiali veri, perché è lì che si vede cosa ha funzionato.

Le domande più frequenti.

Se ne hai un’altra, rispondi alla prima email: le leggo tutte.

Quanto costa?

Niente: è gratuita. La scrivo perché i casi che studio per lavoro possono servire anche a chi raccoglie fondi, voti o firme.

Ogni quanto arriva?

Ogni due settimane, un caso alla volta. Niente raffiche di email e niente promozioni travestite da contenuti.

Che tipo di casi racconti?

Singole campagne vere, in Italia e all’estero: un appello via email, una raccolta firme, il crowdfunding di un candidato, una campagna 5 per mille o lasciti. Campagne con budget e squadre normali, non i casi da milioni. Quando posso mostro le mail e i materiali veri, e dico sempre da dove vengono i numeri.

Serve essere esperti di fundraising?

No. Scrivo per chi lavora in un’associazione, in un partito o in una campagna e non ha tempo da perdere: niente gergo, e se serve un termine tecnico lo spiego.

Come mi cancello?

Dal link in fondo a ogni email, quando vuoi, oppure scrivendomi. Senza dover spiegare niente a nessuno.

Che fine fa la mia email?

Resta sul mio server, in Europa, e la uso solo per mandarti questa newsletter: non la vendo e non la cedo. I dettagli sono nella pagina privacy.

Posso proporti un caso?

Sì, anzi: rispondi a una qualsiasi email della newsletter o scrivimi a info@michelangelogigli.it. I casi migliori spesso arrivano così.

Il prossimo caso arriva entro due settimane.

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