Michelangelo Gigli Chiamata gratuita

Consulenza · Partiti, candidati, referendum, movimenti

Fundraising politico e campagne elettorali.

Raccolgo fondi per chi si candida, per chi porta un referendum alle urne e per chi tiene in piedi un movimento. Partiti, comitati elettorali, campagne civiche: tempi strettissimi, regole di trasparenza precise, nessuna seconda occasione. È il mestiere più difficile della raccolta fondi ed è quello che faccio meglio.

Cos’è il fundraising politico.

Il fundraising politico è la raccolta di risorse per partiti, candidati, comitati elettorali, referendum e movimenti: donazioni di persone e imprese, 2 per mille, quote, eventi, grandi donatori.

Rispetto al fundraising per il non profit cambia quasi tutto: una campagna dura settimane e ha una scadenza che non si sposta, le erogazioni sono regolate e spesso diventano pubbliche, e chi dona non vuole «aiutare»: vuole vincere. La richiesta deve parlare di obiettivo, avversario e conseguenze concrete.

Per chi
Partiti e movimenti, candidati e comitati elettorali, comitati referendari, associazioni politiche
Dove
Italia ed Europa, da Roma e Bruxelles
Lingue
Italiano e inglese
Campagne
Con Cappato (Senato 2023), Antonella Soldo, Referendum Cittadinanza, Io Coltivo, +Europa, Eumans, Associazione Luca Coscioni

Chi ha una scadenza elettorale e una cassa da riempire.

Raccolte firme, petizioni e coalizioni hanno una pagina a parte: mobilitazione civica →

  • 01

    Partiti e movimenti

    Tesseramento, donatori regolari, 2 per mille, grandi donatori. La raccolta continua che tiene in piedi la struttura tra un voto e l’altro.

  • 02

    Candidati e comitati elettorali

    La campagna del singolo: cerchio vicino, liste di contatti, eventi, richieste dirette. Dal primo assegno al bilancio finale del mandatario.

  • 03

    Referendum e raccolte firme

    Firme e soldi arrivano insieme: chi firma è il tuo primo donatore. Funnel, banchetti, raccolta digitale e conversione dei firmatari.

  • 04

    Campagne e mobilitazioni civiche

    Comitati, coalizioni, campagne su un singolo obiettivo. Spesso senza struttura e senza budget: si costruisce tutto da zero, in fretta.

  • 05

    Associazioni politiche e think tank

    Enti che fanno advocacy e formazione politica: quote, erogazioni, progetti finanziati, rapporti con imprese e fondazioni.

  • 06

    Non profit con un’agenda politica

    Associazioni che non si limitano ai servizi ma vogliono cambiare una legge. Il fundraising cambia di conseguenza: qui la causa è il prodotto.

Una campagna elettorale, dall’inizio alla fine.

Come imposto la raccolta fondi di un candidato o di una lista. Le settimane cambiano da campagna a campagna, l’ordine no.

  1. 01

    Prima della candidatura

    Obiettivo in euro, soglia minima, lista dei contatti del candidato. Si parte da chi lo conosce già.

  2. 02

    La cassa iniziale

    Cerchio vicino e grandi donatori, con richieste dirette e una cifra precisa. Servono a pagare l’avvio.

  3. 03

    La campagna

    Pagina di donazione, email, SMS, social, eventi. Le piccole donazioni crescono con la visibilità.

  4. 04

    Le ultime settimane

    Scadenze vere, obiettivi intermedi, urgenza. È il momento in cui si raccoglie di più, se la lista è pronta.

  5. 05

    Dopo il voto

    Rendiconto del mandatario, ringraziamenti, e una lista di sostenitori che resta per la prossima volta.

Dal piano alla cassa, con i numeri sotto.

  1. 01

    Piano di raccolta fondi

    Quanto serve, entro quando, da chi può arrivare. Obiettivo diviso per canale e per settimana, con la soglia sotto la quale la campagna non sta in piedi. Nessuna slide: un foglio che dice chi chiama chi, e quando.

  2. 02

    Small donor e donazioni ricorrenti

    La macchina delle piccole donazioni: pagina di donazione che converte, sequenze email, SMS, social, importi suggeriti, ricorrenti. È lenta a partire e paga per anni, anche dopo il voto.

  3. 03

    Grandi donatori e imprese

    Chi sono, chi li conosce, chi fa la richiesta e con quali parole. Profilazione da fonti pubbliche, scaletta dell’incontro, cifra da chiedere. La parte che quasi nessuno vuole fare, ed è quella che porta la cassa iniziale.

  4. 04

    2 per mille e quote

    Campagne per il 2 per mille e per il tesseramento: liste, messaggi, promemoria nei mesi giusti, misurazione dell’anno dopo. Entrate piccole per singolo ma prevedibili, che nessuno cura mai abbastanza.

  5. 05

    Piattaforme, dati e CRM

    Donazioni, firme, volontari e contatti in un posto solo, con ricevute e rendiconti che escono da soli. Costruisco la piattaforma se non c’è, la collego a quello che avete già se c’è.

  6. 06

    Trasparenza e adempimenti

    Registrare le erogazioni, dichiarare quello che va dichiarato, sapere cosa diventerà pubblico. La trasparenza non è un fastidio: è l’argomento che convince i donatori esitanti.

Come funziona la raccolta fondi politica in Italia.

Donare a un partito è legale e conviene

Le persone fisiche e le imprese private possono finanziare partiti, movimenti e comitati. Chi dona a un partito iscritto al registro ha diritto a una detrazione fiscale: un argomento concreto da mettere nella richiesta, non un dettaglio da nascondere in fondo alla pagina.

Sopra soglia, la donazione diventa pubblica

Oltre un certo importo l’anno la donazione va dichiarata e finisce negli elenchi che la Camera dei Deputati pubblica. Chiunque potrà cercarla, per sempre. Il donatore va avvisato prima di firmare, non dopo: è una questione di rispetto e di fiducia.

Esistono tetti e soggetti esclusi

C’è un limite annuo a quanto un singolo donatore può dare allo stesso partito, e alcuni soggetti non possono finanziare la politica: pubbliche amministrazioni, società a partecipazione pubblica e altri casi previsti dalla legge. Si verifica prima di incassare, non dopo.

Il 2 per mille è una rendita che quasi nessuno coltiva

I contribuenti possono destinare il 2 per mille dell’Irpef a un partito ammesso. Non costa niente a chi lo fa, vale molto per chi lo riceve, e in Italia lo usa una minoranza risibile di persone. È il canale con il rapporto sforzo/risultato più favorevole in assoluto.

Questa è la sintesi pratica che uso nel lavoro quotidiano: importi, soglie e adempimenti cambiano nel tempo e secondo il tipo di soggetto, quindi ogni campagna va verificata con il commercialista o il mandatario elettorale. Se volete vedere i numeri veri delle erogazioni ai partiti italiani, li ho messi tutti online su finanziamentipartiti.it. Ultima revisione: settembre 2026.

Campagne vere, non esempi.

Ho lavorato alla raccolta fondi di campagne elettorali, referendarie e di disobbedienza civile, e ho costruito gli strumenti che quelle campagne usano.

  • €212Mdi finanziamenti ai partiti tracciati e resi consultabili su finanziamentipartiti.it
  • 135.554erogazioni schedate dai PDF ufficiali della Camera dei Deputati
  • 27lingue della petizione europea My Last Right, con donazioni collegate al CRM
  • Associazione Luca Coscioni Associazione, diritti civili
  • Eumans Movimento paneuropeo
  • +Europa Partito
  • Meglio Legale Associazione
  • Open Arms ONG, soccorso in mare
  • Referendum Cittadinanza Referendum
  • Io Coltivo Legge di iniziativa popolare
  • Con Cappato Campagna elettorale, Senato 2023
  • Antonella Soldo Campagna elettorale

Quello che mi chiedono prima di partire.

Le risposte brevi. Per quelle lunghe c’è la chiamata.

Cosa fa un consulente di fundraising politico?

Costruisce e fa funzionare la macchina che raccoglie i soldi di una campagna, di un partito o di un movimento: quanto serve e da chi può arrivare, le pagine e le sequenze di richiesta, gli incontri con i grandi donatori, il 2 per mille, i dati e le regole di trasparenza. Io lo faccio affiancando il gruppo della campagna, con strumenti che alla fine restano vostri.

Come si raccolgono fondi per una campagna elettorale?

In tre cerchi, in quest’ordine. Prima il cerchio vicino al candidato: parenti, amici, sostenitori storici, che danno la cassa per partire. Poi i grandi donatori e le imprese, con richieste dirette e una cifra precisa. Infine le piccole donazioni, via email, SMS, social ed eventi, che crescono quando la campagna diventa visibile. Dove la legge lo prevede, tutto passa dal mandatario elettorale e va rendicontato.

Chi può fare raccolta fondi politica in Italia?

Partiti e movimenti iscritti al registro, liste, comitati elettorali di singoli candidati, comitati referendari e associazioni politiche. Possono ricevere donazioni da persone fisiche e da imprese private; restano esclusi soggetti come le pubbliche amministrazioni e le società a partecipazione pubblica. Ogni soggetto ha obblighi diversi di rendicontazione: è la prima cosa da chiarire prima di aprire la raccolta.

Quanto si può donare a un partito e cosa succede al donatore?

Esiste un tetto annuo per singolo donatore verso lo stesso partito, e chi dona a un partito iscritto al registro ha diritto a una detrazione fiscale. Sopra una certa soglia la donazione va dichiarata e finisce negli elenchi pubblici della Camera dei Deputati: è pubblica, consultabile da chiunque, per sempre. Chi dona va avvisato prima, non dopo.

Quanto dura la raccolta fondi di una campagna elettorale?

La finestra utile si apre molto prima del voto e si chiude il giorno delle elezioni. In pratica servono almeno otto o dieci settimane per costruire liste, materiali e sequenze di richiesta. Con meno tempo si raccoglie comunque, ma solo dal cerchio più vicino al candidato: parenti, amici, sostenitori storici.

Meglio pochi grandi donatori o tante piccole donazioni?

Servono entrambi, in tempi diversi. I grandi donatori e il cerchio vicino danno la cassa iniziale che permette di partire. Le piccole donazioni arrivano dopo, quando la campagna è visibile, e valgono più dei soldi che portano: sono la prova pubblica che qualcuno vi sostiene. Una campagna che vive solo di grandi assegni è fragile, e attaccabile.

Serve un CRM per una campagna politica?

Sì, e non deve essere costoso. Serve un posto dove donazioni, firme, volontari e contatti stiano insieme, perché la stessa persona spesso è tutte e tre le cose. Senza, si perde metà del lavoro il giorno dopo il voto e alla campagna successiva si riparte da zero. Ne ho costruiti due, Mira e Forager, proprio per questo.

Lavori per qualsiasi parte politica?

No. Lavoro con chi si batte per i diritti civili, lo stato di diritto e le libertà individuali, in Italia e in Europa. È una scelta, non una posa: si raccolgono fondi bene solo per una causa in cui si crede. Se non siamo d’accordo su questo, meglio dirselo alla prima chiamata.

Avete una scadenza e una cassa vuota?

Mezz’ora di chiamata gratuita: mi raccontate obiettivo, tempi e cosa avete già in mano, vi dico se e come si fa.

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