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In Italia il 5 per mille esiste dal 2006. Diciannove anni in cui milioni di contribuenti hanno firmato per destinare una quota della propria IRPEF a un ente di loro scelta. Diciannove anni di dati raccolti dall'Agenzia delle Entrate: chi ha ricevuto quanto, quante firme, in quale anno. Questi dati sono pubblici. Sulla carta.

Nella realtà sono PDF scaricabili uno alla volta, fogli Excel con formattazioni diverse da un anno all'altro, pagine sparse su un sito istituzionale che sembra progettato per scoraggiare la consultazione.

Se volete sapere quanto ha ricevuto un ente negli ultimi dieci anni, dovete scaricare dieci file, aprirli, cercare a mano, confrontare colonne che cambiano nome.

Il problema dei dati pubblici

Questo è il modo in cui l'Italia tratta i propri dati pubblici: li pubblica per obbligo, li rende inaccessibili per inerzia. Il risultato è che vengono sottratti potere decisionale ai cittadini e dati utili a chi lavora nel terzo settore, nel giornalismo, nella costruzione di politiche pubbliche.

Chi firma, firma sulla fiducia. Chi riceve, non ha modo di confrontarsi. Chi dovrebbe controllare, ha strumenti molto limitati per farlo.

risultati5x1000.it

Ho preso tutti i dati pubblicati dall'Agenzia delle Entrate dal 2006 al 2024 — oltre un milione di record — e li ho messi in un posto dove si possono effettivamente usare.

Si chiama risultati5x1000.it. Si cerca un ente, si vedono i grafici, si confrontano gli anni. Ci sono anche i dati del 2x1000 e dell'8x1000. C'è un assistente AI a cui fare domande sui dati e ci sono API pubbliche per chi vuole costruirci sopra.

Un problema democratico

Il 5 per mille muove centinaia di milioni di euro ogni anno. È sussidiarietà fiscale: lo Stato rinuncia a una quota di gettito e la rimette nelle mani del contribuente. Ma la sussidiarietà senza trasparenza è una delega cieca. E la trasparenza senza accessibilità è una formalità.

I dati pubblici o sono utilizzabili o sono propaganda di trasparenza.

L'ho fatto per il Terzo Settore, certo. Ma soprattutto perché in un paese dove la fiducia nelle istituzioni è ai minimi, il minimo sindacale è permettere a chiunque di verificare dove finiscono i soldi che ha scelto di destinare.

Cercate il vostro ente, se ne avete uno. Cercate quello a cui avete dato la firma l'anno scorso. Guardate i numeri. Fatevi un'idea: risultati5x1000.it

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MG

Michelangelo Gigli

Consulente fundraising. Mi occupo di diritti civili, campagne politiche e mobilitazioni. Aiuto chi ha una causa giusta a trovare le risorse per portarla avanti.

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