Lobbying: significato, regole in Italia e registri dei lobbisti
Lobbying: significato e traduzione, se è legale in Italia, il ddl sulle lobby al Senato, il registro della Camera e il Registro per la trasparenza UE.
Il lobbying è l'attività con cui imprese, associazioni o professionisti cercano di influenzare una decisione pubblica parlando direttamente con chi la prende: parlamentari, ministri, funzionari. In Italia è legale ma non ha ancora una legge nazionale: il disegno di legge sulla rappresentanza di interessi, approvato dalla Camera il 29 gennaio 2026, è all'esame del Senato (AS 1780).
In breve
- «Lobby» viene dal latino tardo laubia, «loggia, tribuna»: indicava la tribuna del pubblico nelle aule parlamentari (Treccani). In italiano si dice anche lobbismo o rappresentanza di interessi.
- Il ddl sulle lobby crea un registro unico e obbligatorio presso il CNEL, con l'elenco trimestrale degli incontri; al Senato è tornato in sede referente il 14 ottobre 2026.
- Oggi i registri sono separati: alla Camera dal 2017 (416 organizzazioni e 125 persone iscritte al 5 novembre 2026), al MIMIT (776 iscritti), in alcune regioni.
- Nel Registro per la trasparenza dell'UE sono iscritte 18.207 organizzazioni; 1.192 hanno sede in Italia, quarto paese dopo Belgio, Germania e Francia.
- Il traffico di influenze illecite è reato (art. 346-bis c.p.); nel 2025 la Corte costituzionale ha chiesto al Parlamento una legge organica sul lobbying (sentenza 185/2025).
Cosa vuol dire fare lobbying?
Fare lobbying vuol dire rappresentare un interesse presso chi decide, per ottenere che una norma venga scritta, cambiata, approvata o respinta. Il Cambridge Dictionary lo definisce come l'attività di convincere chi ha autorità, di solito un eletto, a sostenere leggi o regole che avvantaggiano la propria organizzazione o il proprio settore.
Il disegno di legge approvato dalla Camera elenca gli strumenti: domande di incontro, proposte, richieste, studi, ricerche, analisi e documenti, anche digitali, e ogni altra attività per promuovere l'elaborazione, la modifica, l'approvazione o il rigetto di un atto normativo o di un atto amministrativo generale (art. 2 dell'AS 1780). In concreto l'attività di lobbying è fatta di:
- monitoraggio dei lavori parlamentari e delle bozze dei ministeri;
- documenti di posizione e proposte di emendamento;
- incontri con parlamentari, loro collaboratori e uffici legislativi dei ministeri;
- contributi alle consultazioni pubbliche e alle audizioni in commissione;
- alleanze con altre organizzazioni dello stesso settore.
Lo fanno società di consulenza per conto di clienti, uffici relazioni istituzionali delle imprese, associazioni di categoria, sindacati, ONG. Chi lo fa di mestiere è un lobbista; si usano anche le espressioni «public affairs» e «relazioni istituzionali», la stessa scelta dal titolo del ddl.
Lobbying: significato e traduzione in italiano
Lobbying è il sostantivo inglese del verbo to lobby, cercare di convincere politici e governi. In italiano si traduce con «lobbismo», che Treccani definisce come il sistema e l'attività delle lobby, oppure con le formule delle norme: «rappresentanza di interessi» e «relazioni istituzionali».
La parola lobby, spiega il vocabolario Treccani, viene dal latino tardo laubia, la stessa origine dell'italiano «loggia»: indicava la tribuna del pubblico nelle aule parlamentari. Negli Stati Uniti è passata a indicare i gruppi che, senza far parte di un'assemblea né di un governo, cercano di influenzare chi decide. In italiano è femminile e invariabile: la lobby, le lobby. Il lobbista è chi fa parte di una lobby o ne fa il mestiere.
Il lobbying è legale in Italia?
Sì. Nessuna legge vieta di rappresentare un interesse presso un decisore pubblico, e la Camera lo riconosce espressamente: dal 2016 regola l'attività di chi persegue «interessi leciti propri o di terzi» nei confronti dei deputati. Sono reati altre cose: la corruzione e il traffico di influenze illecite.
Il traffico di influenze illecite (art. 346-bis del codice penale, riscritto dalla legge 114/2024 e in vigore in questa forma dal 25 agosto 2024) punisce chi, usando intenzionalmente relazioni esistenti con un pubblico ufficiale, si fa dare o promettere denaro o altra utilità economica per pagarlo o per una mediazione illecita, cioè diretta a fargli compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio che costituisce reato. La pena va da un anno e sei mesi a quattro anni e sei mesi, anche per chi paga.
Con la sentenza 185/2025, depositata il 16 dicembre 2025, la Corte costituzionale ha respinto i dubbi su questa definizione più stretta, ma ha invitato il legislatore a introdurre «una organica disciplina delle attività di lobbying»: servirebbe a definire con chiarezza le condotte di illecita influenza e a rendere trasparenti i rapporti con le istituzioni. Secondo la Corte, oggi alcune condotte di indubbia gravità restano senza sanzione.
Esiste una legge sulle lobby in Italia?
No, non ancora. Ci hanno provato almeno quattro legislature prima di questa: nella XVIII la Camera approvò un testo il 12 gennaio 2022, che il Senato non approvò. Nella legislatura in corso la commissione Affari costituzionali della Camera ha svolto un'indagine conoscitiva, chiusa all'unanimità il 19 settembre 2024, poi ha unito sei proposte in un testo base, approvato dall'Aula il 29 gennaio 2026 (dossier del Servizio Studi della Camera).
Al Senato il testo è l'AS 1780. È stato assegnato il 10 febbraio 2026 alla commissione Affari costituzionali in sede redigente; il 14 ottobre 2026 è stato riassegnato in sede referente, la procedura ordinaria in cui l'Aula vota anche i singoli articoli. Al 5 novembre 2026 è in esame in commissione, relatrice la senatrice Daniela Ternullo. Se il Senato lo modifica, dovrà tornare alla Camera.
Cosa prevede il ddl approvato dalla Camera
- Registro unico al CNEL: obbligatorio per chi rappresenta interessi in modo professionale, continuativo e non occasionale, volontario per gli altri. Sostituirebbe i registri esistenti (art. 4).
- Decisori pubblici: parlamentari e membri del Governo, presidenti, assessori e consiglieri regionali, sindaci, assessori e consiglieri dei comuni capoluogo di regione, autorità indipendenti, vertici degli enti pubblici, tra gli altri (art. 2).
- Agenda degli incontri: ogni tre mesi il rappresentante aggiorna l'elenco degli incontri, con decisore, luogo, argomento e partecipanti; il decisore può opporsi entro quindici giorni se le informazioni non sono vere (artt. 5 e 6).
- Esclusioni: sindacati e associazioni datoriali, confessioni religiose riconosciute, partiti, giornalisti, governi stranieri, audizioni e consultazioni pubbliche (art. 3).
- Divieti: niente denaro o utilità economicamente rilevanti ai decisori; chi è decisore non può iscriversi durante il mandato e per un anno dopo (artt. 4 e 10).
- Relazione annuale entro il 31 gennaio e sanzioni: ammonizione, censura, sospensione fino a un anno, cancellazione; da 1.000 a 5.000 € per informazioni false od omesse (artt. 10 e 11).
- Codice ATECO: l'ISTAT dovrà crearne uno per le relazioni istituzionali entro 180 giorni dall'entrata in vigore (art. 12).
Il testo completo è nel disegno di legge trasmesso al Senato. Transparency International Italia lo giudica incompleto: contesta soprattutto l'esclusione di sindacati e associazioni datoriali e la pubblicazione solo trimestrale degli incontri (pagina aggiornata al 14 ottobre 2026).
Dove si registrano i lobbisti oggi?
In attesa della legge, ogni istituzione ha le sue regole. I registri principali, con i numeri consultati il 5 novembre 2026:
| Registro | A cosa serve | Regole | Iscritti |
|---|---|---|---|
| Camera dei deputati | Rappresentare interessi presso i deputati nelle sedi della Camera | Giunta per il regolamento, 26 aprile 2016; Ufficio di Presidenza, 8 febbraio 2017 | 416 organizzazioni e 125 persone fisiche |
| MIMIT (Ministero delle imprese e del made in Italy) | Chiedere incontri al vertice politico-amministrativo del ministero | Direttiva del Ministro dell'11 giugno 2024 | 776 |
| Registro per la trasparenza UE | Incontrare Commissari e dirigenti della Commissione, avere un badge per il Parlamento europeo | Accordo interistituzionale del 20 maggio 2021 | 18.207 organizzazioni, di cui 1.192 con sede in Italia |
| CNEL (previsto dall'AS 1780) | Rappresentare interessi presso tutti i decisori pubblici | Non ancora in vigore | - |
Fonte: Camera dei deputati, registro dei rappresentanti di interessi; MIMIT, Registro trasparenza; Registro per la trasparenza UE, statistiche; Senato, AS 1780.
Alla Camera le regole sono queste (regolamentazione del 2016): per iscriversi bisogna essere maggiorenni, godere dei diritti civili, non avere condanne definitive nell'ultimo decennio per reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica o il patrimonio, e non aver avuto incarichi di governo o il mandato parlamentare negli ultimi dodici mesi. Entro il 31 dicembre gli iscritti presentano una relazione sui contatti avuti, sugli obiettivi e su chi rappresentano; chi viola le regole può essere sospeso o cancellato. Dichiarazioni e documenti presentati in audizione non contano come rappresentanza di interessi.
Al Senato, secondo quanto riferito a Pagella Politica nel 2024, c'è un sistema di accrediti e permessi ma non un registro pubblico. Alcune regioni hanno leggi proprie: Toscana (2002), Molise (2004), Abruzzo (2010), Calabria (2016), secondo un dossier della Camera, e Lombardia (legge regionale 17/2016), che tiene un elenco dei rappresentanti di interessi presso la Giunta.
Come funziona il Registro per la trasparenza dell'UE?
È il registro comune di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, regolato dall'accordo interistituzionale del 20 maggio 2021. Si chiama «obbligatorio» perché le istituzioni legano all'iscrizione alcuni contatti:
- dal 1° gennaio 2025 Commissari, membri dei gabinetti e tutti i dirigenti della Commissione, fino ai capi unità, incontrano solo rappresentanti iscritti e pubblicano informazioni e verbali degli incontri;
- al Parlamento europeo solo gli iscritti possono chiedere un badge di lungo periodo, intervenire o co-organizzare eventi nelle sue sedi e partecipare agli intergruppi; gli eurodeputati pubblicano gli incontri legati al lavoro parlamentare;
- al Consiglio l'iscrizione serve per incontrare il rappresentante permanente e il suo vice del paese che ha, o sta per avere, la presidenza di turno.
I numeri del 2025, dalla relazione annuale del registro: 16.474 iscritti al 31 dicembre; 3.642 avevano almeno un badge per il Parlamento europeo, con 8.340 badge attivi; gli eurodeputati hanno dichiarato 32.122 incontri; 5.079 organizzazioni hanno avuto 7.226 incontri con Commissari o gabinetti e 7.057 con dirigenti della Commissione.
Al 5 novembre 2026 gli iscritti sono 18.207: 5.471 imprese, 4.949 ONG, 3.031 associazioni di categoria, 1.158 sindacati e associazioni professionali, 838 società di consulenza, il resto tra centri studi, università, enti pubblici, studi legali e altri. Dichiarano 72.336 persone coinvolte, pari a circa 30.563 equivalenti a tempo pieno.
Chi sono le lobby in Italia?
Soprattutto imprese e associazioni di categoria, non società di lobbying. Lo dicono i registri: sono autodichiarazioni, ma restano l'unica fonte pubblica.
Al registro della Camera, tra le 416 organizzazioni iscritte, 118 sono imprese, 108 associazioni di categoria o di tutela di interessi diffusi, 85 organizzazioni sindacali e datoriali, 22 associazioni professionali e solo 24 società specializzate nella rappresentanza di interessi di terzi; le ONG sono 12, le associazioni di consumatori 2, le altre 45. Al MIMIT, su 776 iscritti, 551 sono imprese e associazioni di categoria, 160 società di consulenza, studi legali e consulenti, 37 ONG e 28 centri studi. La Camera avverte che i dati sono inseriti dagli iscritti e che non ne garantisce la veridicità.
Il lobbying è solo uno dei canali con cui gli interessi arrivano alla politica. L'altro sono i soldi: i contributi ai partiti sopra i 500 euro l'anno sono pubblici, e chi finanzia chi si può vedere nei dati sulle donazioni ai partiti italiani; le regole sono nella guida al finanziamento dei partiti.
Cos'è il lobbying civico?
È il lobbying fatto da cittadini e organizzazioni senza scopo di lucro per una causa di interesse generale, con gli stessi strumenti dei professionisti: dati, proposte scritte, incontri, alleanze. Il giurista Alberto Alemanno lo ha raccontato nel libro Lobbying for Change (Icon Books, 2017) e lo pratica con The Good Lobby, l'organizzazione che ha cofondato.
Il lobbying civico ha un vantaggio che le imprese non hanno: può portare numeri. Una legge di iniziativa popolare con 50.000 firme arriva in Parlamento scritta dai cittadini; un'iniziativa dei cittadini europei con un milione di firme in almeno sette Stati obbliga la Commissione a rispondere; una petizione online ben costruita apre la porta di un ufficio. Con Eumans, tra Roma e Bruxelles, lavoro su questo: My Last Right, la petizione europea sull'aiuto medico a morire, parla 27 lingue ed è sostenuta da 23 organizzazioni in 16 paesi.
Una cosa da sapere: il ddl all'esame del Senato considera rappresentanti di interessi anche le organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono l'attività in modo professionale. Chi la svolge in modo non professionale può iscriversi volontariamente, con il solo diritto di presentare richieste, proposte e documenti ai decisori (art. 9).
Che differenza c'è tra lobbying e advocacy?
Il lobbying è uno strumento, l'advocacy è la strategia. Si fa lobbying quando si chiede un incontro al relatore di un disegno di legge e gli si porta un emendamento; si fa advocacy quando intorno a quell'emendamento si costruisce una campagna: dati, coalizione, firme, media, a volte un ricorso in tribunale. Il lobbying lavora su un atto, spesso in privato; l'advocacy lavora anche sull'opinione pubblica. Significato, tipi ed esempi italiani sono nella guida all'advocacy.
Domande frequenti
Il lobbying è un reato?
No. Rappresentare un interesse presso un decisore pubblico è lecito. Sono reati la corruzione e il traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.): farsi dare o promettere denaro o altra utilità economica sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale, per pagarlo o per indurlo a un atto contrario ai doveri d'ufficio che costituisce reato. La pena va da un anno e sei mesi a quattro anni e sei mesi.
Chi può fare il lobbista in Italia?
Chiunque: non esistono un albo né un titolo di studio richiesto. Per iscriversi al registro della Camera bisogna essere maggiorenni, godere dei diritti civili, non avere condanne definitive nell'ultimo decennio per reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica o il patrimonio, e non aver avuto incarichi di governo o il mandato parlamentare negli ultimi dodici mesi.
Quanto guadagna un lobbista?
Non ci sono dati ufficiali affidabili. Non esiste nemmeno un codice ATECO per questa attività: il ddl all'esame del Senato chiede all'ISTAT di crearlo. Il Registro per la trasparenza dell'UE pubblica spese e personale dichiarati dalle organizzazioni, non gli stipendi delle persone. Le cifre che circolano senza fonte non sono verificabili.
Le ONG fanno lobbying?
Sì. Nel Registro per la trasparenza dell'UE le ONG iscritte sono 4.949, seconda categoria dopo le imprese; alla Camera sono 12, accanto a 108 associazioni di categoria o di tutela di interessi diffusi. Il ddl all'esame del Senato considera rappresentanti di interessi anche le organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono l'attività in modo professionale.
Fonti
- Treccani e Cambridge Dictionary: origine e significato.
- Senato, scheda dell'AS 1780 e testo trasmesso dalla Camera: iter e contenuto del ddl.
- Camera dei deputati, dossier sull'A.C. 2336-A (23 gennaio 2026): indagine conoscitiva e proposte delle legislature precedenti.
- Camera dei deputati, registro dei rappresentanti di interessi e regolamentazione del 26 aprile 2016.
- MIMIT, Registro trasparenza: direttiva e iscritti.
- Codice penale, art. 346-bis e legge 114/2024: traffico di influenze illecite.
- Corte costituzionale, sentenza 185/2025: invito al legislatore.
- Accordo interistituzionale del 20 maggio 2021: Registro per la trasparenza dell'UE.
- Registro per la trasparenza UE, statistiche e relazione annuale 2025.
- Camera dei deputati, dossier XVII legislatura e Regione Lombardia: leggi regionali.
- Transparency International Italia: valutazione del ddl.
- Pagella Politica, 27 marzo 2024: accrediti al Senato.
- Alberto Alemanno, Lobbying for Change, Icon Books, 2017.