Enti del Terzo Settore: cosa sono, quali sono, novità 2026
Enti del Terzo Settore: definizione, le 7 tipologie del RUNTS con i numeri 2026, chi è escluso, la fine delle ONLUS, la nuova fiscalità e l'IVA al 2036.
Gli enti del Terzo Settore (ETS) sono organizzazioni private senza scopo di lucro che svolgono attività di interesse generale e sono iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). Al 20 luglio 2026 erano 150.194. Dal 1° gennaio 2026 vale per loro la nuova fiscalità del Codice; il cambio di regime IVA è rinviato al 2036.
In breve
- Sono ETS solo gli enti iscritti al RUNTS, divisi in 7 tipologie: ODV, APS, enti filantropici, imprese sociali (con le cooperative sociali), reti associative, società di mutuo soccorso e altri enti.
- Al 20 luglio 2026 il RUNTS contava 150.194 enti: 70.915 APS, 39.059 ODV, 21.978 imprese sociali, 17.374 altri enti (DM 110/2026).
- Dal 1° gennaio 2026 si applica il Titolo X del Codice, la qualifica di ONLUS è abrogata e circa 10.000 ex ONLUS sono entrate nel RUNTS.
- Per ODV e APS il regime forfettario vale fino a 85.000 euro di ricavi (prima 130.000); il passaggio IVA dall'esclusione all'esenzione slitta al 1° gennaio 2036 (D.Lgs. 186/2025).
Terzo settore: cos'è e cosa significa?
Il terzo settore è l'insieme degli enti privati che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, svolgendo attività di interesse generale con il volontariato, la mutualità o la produzione e lo scambio di beni e servizi. È la definizione della legge delega 106/2016, che esclude partiti, sindacati e associazioni professionali e di categoria.
Da quella legge è nata la riforma: il Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017), i decreti sull'impresa sociale (112/2017), sul 5 per mille (111/2017) e sul servizio civile universale (40/2017).
Primo, secondo e terzo settore
Nella distinzione classica, ripresa dall'Enciclopedia Treccani, il primo settore è lo Stato, che produce beni pubblici; il secondo è il mercato, cioè le imprese che cercano un profitto; il terzo raccoglie le organizzazioni private che non distribuiscono utili. Private come un'impresa, orientate all'interesse generale come lo Stato.
Attenzione al salto dal concetto alla legge. Nel linguaggio comune «terzo settore» indica tutto il non profit; per il Codice è ETS solo chi ha i requisiti ed è iscritto al registro. Un circolo culturale che non si iscrive resta non profit, ma non è un ente del Terzo settore.
Cosa sono gli enti del Terzo Settore?
Sono associazioni, fondazioni e altri enti privati diversi dalle società, più le imprese sociali e le cooperative sociali, che perseguono senza scopo di lucro finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, svolgono in via esclusiva o principale attività di interesse generale e sono iscritti al RUNTS. È la definizione dell'articolo 4 del Codice del Terzo settore.
L'iscrizione non è un dettaglio burocratico: è ciò che fa nascere la qualifica. Senza RUNTS niente sigla ETS e niente regime fiscale del Codice.
Le attività di interesse generale
L'articolo 5 elenca 26 attività, dalla lettera a) alla z). Per aree:
- Sociale e sanità: servizi sociali, disabilità, prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, alloggio sociale, accoglienza dei migranti, inserimento lavorativo, agricoltura sociale, beneficenza.
- Educazione, cultura e ricerca: istruzione e formazione, ricerca scientifica di interesse sociale, attività culturali, tutela del patrimonio e del paesaggio, contrasto alla povertà educativa.
- Ambiente e territorio: tutela dell'ambiente e degli animali, protezione civile, riuso di beni pubblici inutilizzati o confiscati.
- Diritti e cittadinanza: diritti umani e civili, pari opportunità, legalità e pace, cooperazione allo sviluppo, commercio equo, adozioni internazionali.
- Sport e servizi: sport dilettantistico e servizi ad altri ETS.
Un ente può svolgere anche «attività diverse», pure commerciali, se lo statuto le prevede e restano secondarie e strumentali (art. 6). Un'associazione che vende magliette per finanziare il suo centro antiviolenza sta nel perimetro. Una che vive di magliette, no.
I requisiti
- Nessuno scopo di lucro. Vietato distribuire utili, anche indirettamente: per esempio pagando i lavoratori oltre il 40% dei minimi dei contratti collettivi, salvo esigenze di competenze specifiche (art. 8).
- Attività di interesse generale in via esclusiva o principale.
- Statuto adeguato al Codice: ODV, APS e ONLUS esistenti avevano tempo fino al 31 dicembre 2023 (art. 101).
- Iscrizione al RUNTS; per le imprese sociali vale la sezione speciale del registro delle imprese (art. 11).
- La sigla ETS nella denominazione, vietata a chi non è iscritto (art. 12).
- Bilancio e trasparenza: rendiconto per cassa ammesso per gli enti senza personalità giuridica fino a 300.000 euro di entrate; bilancio sociale sopra 1 milione; compensi di organi e dirigenti pubblicati online sopra 100.000 euro (artt. 13 e 14).
I volontari vanno iscritti in un registro e assicurati contro infortuni, malattie e responsabilità civile (artt. 17 e 18): vedi gli obblighi assicurativi delle associazioni. Se l'ente è ancora da fondare, parti da come aprire un'associazione no profit.
Quali sono gli enti del Terzo Settore? Le 7 tipologie
Le tipologie sono sette, quante le sezioni del RUNTS: ODV, APS, enti filantropici, imprese sociali (incluse le cooperative sociali), reti associative, società di mutuo soccorso e altri enti del Terzo settore. Ogni ente sta in una sola sezione, salvo le reti associative (art. 46).
| Sezione | Tipologia | Caratteristiche essenziali | Iscritti |
|---|---|---|---|
| a) | Organizzazioni di volontariato (ODV) | Almeno 7 persone fisiche o 3 ODV; attività soprattutto a favore di terzi, con prevalenza di volontari (art. 32) | 39.059 |
| b) | Associazioni di promozione sociale (APS) | Almeno 7 persone fisiche o 3 APS; attività per associati, familiari o terzi, con prevalenza di volontari (art. 35) | 70.915 |
| c) | Enti filantropici | Associazioni riconosciute o fondazioni che erogano denaro, beni o servizi (art. 37) | 600 |
| d) | Imprese sociali e cooperative sociali | Attività d'impresa di interesse generale senza scopo di lucro, anche in forma di società; le cooperative sociali lo sono di diritto (D.Lgs. 112/2017) | 21.978 |
| e) | Reti associative | Almeno 100 ETS o 20 fondazioni in 5 regioni; le nazionali 500 ETS o 100 fondazioni in 10 regioni (art. 41) | 68 |
| f) | Società di mutuo soccorso | Regolate dalla legge 3818 del 1886 (art. 42) | 200 |
| g) | Altri enti del Terzo settore | Associazioni, fondazioni e altri enti privati fuori dalle sezioni precedenti | 17.374 |
| Totale | 150.194 |
Fonte: DM Lavoro n. 110 del 4 agosto 2026, tabella 1; requisiti dal D.Lgs. 117/2017 e dal D.Lgs. 112/2017.
Le APS sono quasi un ente su due, ma non per questo piccole. L'Associazione Luca Coscioni APS, con cui lavoro nella raccolta fondi, nell'anno finanziario 2025 ha ricevuto 1.803.355 euro di 5 per mille da 41.477 scelte (elaborazione di risultati5x1000.it su dati Agenzia delle Entrate). Le imprese sociali, invece, pesano sul lavoro: nel 2023 occupavano il 55,7% dei dipendenti del non profit (ISTAT). Per orientarti tra vecchie e nuove sigle, leggi le differenze tra ONLUS e ODV.
Quali enti non fanno parte del Terzo Settore?
Non possono essere ETS le pubbliche amministrazioni, i partiti e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di categoria, le associazioni di datori di lavoro e gli enti che questi controllano (art. 4, comma 2). Il Codice non si applica alle fondazioni di origine bancaria (art. 3).
Fanno eccezione i corpi volontari dei vigili del fuoco di Trento, Bolzano e Valle d'Aosta e gli enti nati dalla privatizzazione delle ex IPAB. Gli enti religiosi civilmente riconosciuti possono applicare il Codice solo per le attività di interesse generale, con un regolamento e un patrimonio destinato con contabilità separata.
Poi c'è il gruppo più grande: il non profit che non si iscrive. Secondo l'ISTAT, nel 2023 il 28,3% delle istituzioni non profit era un'associazione o società sportiva dilettantistica e il 39,9% non aveva nessuna qualifica (né ODV, APS, impresa sociale, altro ETS, ONLUS). Enti legittimi, ma fuori dal perimetro.
Quanti sono gli enti del Terzo Settore in Italia?
Al 20 luglio 2026 gli iscritti al RUNTS erano 150.194, di cui circa 10.000 arrivati dalla soppressa anagrafe delle ONLUS (DM 110/2026). Il registro è operativo dal 23 novembre 2021 (Ministero del Lavoro) e dal 13 dicembre 2023 è aperto alla consultazione pubblica: prima di donare o di candidarti in un ente, guarda lì.
L'ISTAT conta tutto il non profit: 368.367 istituzioni attive al 31 dicembre 2023, con 949.200 dipendenti, +2,3% e +3,2% sul 2022 (report del 10 ottobre 2025). Si vede la migrazione verso il Codice: in un anno le APS +30,0%, le ONLUS -16,5%.
Altro termometro, il 5 per mille: nell'anno finanziario 2025 la categoria Terzo settore e ONLUS conta 70.844 beneficiari per 464,0 milioni di euro, ma la mediana di tutti i 95.980 beneficiari è 707 euro (elaborazione risultati5x1000.it su dati Agenzia delle Entrate). Per chi firma: 5 per mille: come funziona e a chi darlo; per gli enti: iscrizione e rendicontazione del 5x1000.
Cosa cambia per le associazioni dal 1° gennaio 2026?
Dal 1° gennaio 2026 agli ETS iscritti al RUNTS si applica il Titolo X del Codice, la nuova fiscalità del Terzo settore: la natura commerciale o non commerciale di attività ed ente si decide con le regole del Codice, non più con il TUIR. Le associazioni non iscritte restano al TUIR, ma il regime della legge 398/1991 rimane solo alle sportive dilettantistiche.
Le norme fiscali aspettavano dal 2017 il via libera europeo sugli aiuti di Stato. È arrivato con una «comfort letter» della DG Concorrenza del 7 marzo 2025; il D.L. 84/2025 ha poi fissato la partenza al periodo d'imposta 2026 (art. 104). Chi ha l'esercizio settembre-agosto parte dal 1° settembre 2026 (Cantiere Terzo Settore). Resta in attesa di Bruxelles solo l'articolo 77, sui titoli di solidarietà.
Commerciale o non commerciale: il doppio test
Primo test, le singole attività: sono non commerciali se gratuite o con corrispettivi non superiori ai costi effettivi (diretti, indiretti, generali, finanziari e tributari), con una tolleranza del 6% per non più di tre periodi d'imposta consecutivi (art. 79).
Secondo test, l'ente: diventa commerciale se i proventi commerciali superano le entrate non commerciali, cioè contributi, liberalità, quote associative. Nel 2026 e 2027 il cambio di qualifica scatta dall'anno dopo. La posta è alta: un ente commerciale paga le imposte su tutte le entrate, donazioni comprese.
I regimi forfettari
Gli ETS non commerciali possono tassare le attività commerciali su base forfettaria: per i servizi il 7% dei ricavi fino a 130.000 euro, il 10% fino a 300.000, il 17% oltre; per le altre attività 5%, 7% e 14% (art. 80). ODV e APS hanno un regime proprio con reddito all'1% e al 3% dei ricavi (art. 86): il D.Lgs. 186/2025 ha abbassato la soglia da 130.000 a 85.000 euro.
Fine della 398 per le associazioni non sportive
La legge 398/1991 non si applica agli ETS (art. 89) e dal 2026 è abrogata la norma che la estendeva alle associazioni senza fini di lucro e alle pro loco (art. 102). Resta per ASD e SSD, con un tetto alzato a 400.000 euro di proventi commerciali. Un'associazione culturale non iscritta che la usava deve rifare i conti: con il commercialista, non con un blog.
| Tema | Cosa succede | Norma |
|---|---|---|
| Fiscalità ETS | Titolo X del Codice dal periodo d'imposta 2026 | Art. 104 D.Lgs. 117/2017; art. 8 D.L. 84/2025 |
| Attività | Non commerciali se i corrispettivi non superano i costi effettivi (+6% per massimo tre anni) | Art. 79, commi 2 e 2-bis |
| Ente | Commerciale se i proventi commerciali superano le entrate non commerciali | Art. 79, commi 5-5-ter |
| ONLUS | Qualifica abrogata; domanda al RUNTS entro il 31 marzo 2026, altrimenti devoluzione del patrimonio | Artt. 102 e 104; art. 34 DM 106/2020 |
| ODV e APS | Forfettario fino a 85.000 euro di ricavi (prima 130.000) | Art. 86; D.Lgs. 186/2025 |
| Regime 398 | Solo per ASD e SSD, fino a 400.000 euro | Artt. 89 e 102; D.Lgs. 186/2025 |
| Plusvalenze | Non tassate se il bene passa ad attività non commerciale e resta usato per l'attività statutaria | Art. 79-bis |
| Imprese sociali | Utili accantonati a riserva non tassati; IVA al 5% su alcune prestazioni sociali | Art. 18 D.Lgs. 112/2017; D.Lgs. 186/2025 |
| IVA associazioni | Nessun cambio: nuovo regime rinviato al 1° gennaio 2036 | Art. 6 D.Lgs. 186/2025 |
Fonte: testi vigenti su Normattiva (ottobre 2026); Cantiere Terzo Settore; Ministero del Lavoro.
Che fine hanno fatto le ONLUS?
Le ONLUS non esistono più dal 1° gennaio 2026: la loro disciplina (D.Lgs. 460/1997) è abrogata e l'Anagrafe unica dell'Agenzia delle Entrate è soppressa. Chi voleva restare nel sistema doveva chiedere l'iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026 (Ministero del Lavoro).
Lo hanno fatto in circa 10.000. Chi non ha presentato domanda ha perso la qualifica e deve devolvere l'incremento di patrimonio accumulato da ONLUS; chi è entrato nel RUNTS gestisce dal registro anche l'accreditamento al 5 per mille.
Il Ministero, nel DM 110/2026, legge la fine delle ONLUS come il superamento di una visione del terzo settore solo fiscale. È anche la mia lettura: ONLUS era un'etichetta per il fisco, ETS è un'identità giuridica con documenti consultabili da chiunque. Per chi raccoglie fondi è un vantaggio, se le carte sono in ordine.
IVA terzo settore 2026: cosa prevede la proroga?
Nel 2026 per l'IVA delle associazioni non cambia nulla. L'articolo 6 del D.Lgs. 186/2025 ha spostato dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2036 il regime del D.L. 146/2021, che farebbe passare dall'esclusione all'esenzione IVA molte operazioni verso i soci dietro corrispettivo.
Non è un cavillo: con il nuovo regime quelle operazioni diventerebbero rilevanti ai fini IVA, con partita IVA e adempimenti per molti enti che oggi non ne hanno bisogno. La partenza era già slittata più volte; questa proroga IVA del terzo settore vale dieci anni e riguarda gli enti associativi, iscritti o no al RUNTS.
Quali sono le altre novità per il Terzo settore nel 2026?
- Imprese sociali: utili e avanzi accantonati a riserva non concorrono al reddito (art. 18 D.Lgs. 112/2017); l'IVA al 5% delle cooperative sociali su alcune prestazioni vale anche per le imprese sociali in forma di società. Restano in attesa di Bruxelles le deduzioni per chi investe nel loro capitale.
- Fondi nazionali: il DM 110/2026 destina 8.427.195,90 euro ai progetti di rilevanza nazionale di ODV, APS e fondazioni iscritte al RUNTS. Gli altri canali sono in bandi per il terzo settore aperti.
- Economia sociale: il 2 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha esaminato il Piano d'azione nazionale per l'economia sociale (Terzo settore, cooperazione, sport dilettantistico, enti religiosi), decennale e con revisione dopo cinque anni (Palazzo Chigi).
Per le associazioni del Terzo settore che vivono di donazioni resta centrale l'articolo 7: la raccolta fondi va fatta con verità, trasparenza e correttezza. Il metodo è in come fare una raccolta fondi.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra ente non profit ed ETS?
«Non profit» è una categoria ampia: le organizzazioni private che non distribuiscono utili. «Ente del Terzo settore» è una qualifica giuridica, che spetta solo a chi rispetta i requisiti del D.Lgs. 117/2017 ed è iscritto al RUNTS. Per questo i numeri divergono: nel 2023 l'ISTAT contava 368.367 istituzioni non profit, a luglio 2026 gli iscritti al RUNTS erano 150.194.
Un'associazione è obbligata a iscriversi al RUNTS?
No, è una scelta. Fuori dal registro si opera con codice civile e TUIR, ma si rinuncia a ciò che il Codice riserva agli ETS: la sigla, il regime fiscale del Titolo X, il 5 per mille come ETS e bandi come quello nazionale dell'articolo 72, che nel 2026 vale 8,4 milioni di euro ed è aperto solo a ODV, APS e fondazioni iscritte.
Chi dona a un ETS risparmia sulle tasse?
Sì. Chi dona a un ETS (cooperative sociali comprese, imprese sociali in forma di società escluse) può detrarre dall'IRPEF il 30% delle erogazioni, il 35% se dona a un'ODV, su un massimo di 30.000 euro l'anno. In alternativa può dedurre la donazione nel limite del 10% del reddito dichiarato. Serve un pagamento tracciabile e i due benefici non si sommano (art. 83).
Come si verifica se un ente è iscritto al RUNTS?
Dal 13 dicembre 2023 il RUNTS è consultabile da chiunque sul portale del Ministero del Lavoro: si cerca l'ente e si vedono i dati e i documenti depositati. Un primo indizio è la sigla ETS, ODV o APS nel nome, che la legge riserva a chi ha quella qualifica. Ma a fare fede è il registro, non il logo.
Un ETS può avere dipendenti?
Sì, con un trattamento non inferiore ai contratti collettivi e, di regola, con lo stipendio più alto non oltre otto volte il più basso (dodici se servono competenze specifiche). Nelle ODV i lavoratori non possono superare il 50% dei volontari; nelle APS il 50% dei volontari o il 20% degli associati. Ruoli e stipendi sono in lavorare nel terzo settore.
Fonti
- D.Lgs. 117/2017, Codice del Terzo settore: testo vigente.
- D.Lgs. 186/2025: correttivo fiscale e rinvio IVA al 2036.
- D.L. 84/2025, art. 8: decorrenza della fiscalità dal 2026.
- DM 110/2026, Ministero del Lavoro: iscritti al RUNTS al 20 luglio 2026.
- Ministero del Lavoro, 11 marzo 2026: ONLUS e RUNTS.
- Cantiere Terzo Settore: la riforma fiscale dal 2026.
- ISTAT, settore non profit 2023: istituzioni e dipendenti.
- Treccani, «Terzo settore»: primo, secondo e terzo settore.