Michelangelo Gigli Chiamata gratuita
Fundraising11 min di lettura

Rendicontazione 5x1000: obblighi, scadenze e modello (enti)

Rendicontazione 5x1000 per gli enti: chi deve farla, scadenze, invio al Ministero, spese ammissibili, modello da scaricare e iscrizione al 5 per mille.

La rendicontazione 5x1000 è obbligatoria per ogni ente che riceve il contributo: entro un anno dall'accredito deve redigere un rendiconto con relazione illustrativa e conservarlo per dieci anni. Chi incassa 20.000 euro o più deve anche inviarlo all'amministrazione che ha pagato, entro i 30 giorni successivi, e pubblicarlo sul proprio sito.

In breve

  • Rendiconto e relazione illustrativa sono obbligatori per tutti: entro 12 mesi dall'accredito, da conservare 10 anni con i giustificativi.
  • Da 20.000 € in su: invio entro 30 giorni (per gli enti del Terzo settore solo sulla piattaforma del Ministero del Lavoro) e pubblicazione sul sito entro 60 giorni dalla scadenza del rendiconto.
  • Nel 2025 gli enti del Terzo settore sopra i 20.000 € erano 2.116 su 72.879, ma hanno ricevuto il 63,9% dei fondi della categoria.
  • Il 5 per mille non può pagare la pubblicità della campagna 5 per mille, pena il recupero. Chi non pubblica il rendiconto, dopo la diffida, paga il 25% del contributo.
  • Iscrizione: gli enti del Terzo settore si accreditano nel RUNTS entro il 10 aprile; chi è nell'elenco permanente non ripete la domanda.

Chi deve fare il rendiconto del 5 per mille?

Tutti gli enti che hanno ricevuto il 5 per mille, qualunque sia l'importo. L'importo decide cosa succede dopo: sotto i 20.000 euro il rendiconto si redige e si conserva, da 20.000 euro in su si invia e si pubblica.

La regola sta nell'articolo 16 del DPCM 23 luglio 2020.

Gli obblighi pesanti toccano pochi enti. Nel 2025 (anno finanziario) 55.314 enti su 95.980 hanno ricevuto meno di 1.000 € e solo 51 hanno superato il milione. Tra gli enti del Terzo settore quelli sopra i 20.000 euro sono 2.116, il 2,9%, e ricevono il 63,9% dei fondi della categoria. Altri 16.668 ammessi sono sotto i 100 euro: niente accredito, niente rendiconto. Nomi e importi li trovi nell'elenco dei beneficiari del 5x1000.

Fonte: elaborazione di risultati5x1000.it su dati Agenzia delle Entrate; dati sugli enti del Terzo settore: mia elaborazione sugli elenchi dell'Agenzia delle Entrate.

Entro quando va fatta la rendicontazione 5x1000?

Il rendiconto va redatto entro 12 mesi dalla data in cui il contributo arriva sul conto. Chi ha ricevuto 20.000 euro o più ha altri 30 giorni per inviarlo e, per il Ministero del Lavoro, deve pubblicarlo entro 60 giorni dalla scadenza della redazione.

Esempio: accredito il 15 settembre 2026, rendiconto entro il 15 settembre 2027, invio entro il 15 ottobre, pubblicazione entro il 14 novembre, link comunicato entro il 21 novembre.

Scadenze e obblighi del 5 per mille per gli enti
QuandoCosaChi
Entro il 10 aprileAccreditamento al 5 per milleEnti nuovi o fuori dall'elenco permanente
Entro il 30 settembreAccreditamento tardivo con 250 euro (remissione in bonis)Enti in ritardo
Entro il settimo mese dopo la scadenza delle dichiarazioniImporti per ente (firme 2025: 21 maggio 2026)Agenzia delle Entrate
Entro il 30 settembre del secondo anno dopo l'impegnoDati per il pagamento, pena la perdita del contributo (anno finanziario 2026: 30 settembre 2029)Tutti i beneficiari
12 mesi dall'accreditoRendiconto e relazione illustrativaTutti i beneficiari
30 giorni dopoInvio all'amministrazione che ha pagatoDa 20.000 euro
60 giorni dalla scadenza del rendicontoPubblicazione sul sito, poi link comunicato entro 7 giorniDa 20.000 euro
36 mesi dall'accreditoSpesa e rendiconto delle somme accantonateChi accantona
10 anniConservazione di rendiconto, relazione e giustificativiTutti i beneficiari

Fonte: DPCM 23 luglio 2020, articoli 3-9, 14 e 16; Ministero del Lavoro, cinque per mille anno 2026 e linee guida per la rendicontazione.

Il rendiconto va inviato al Ministero o basta pubblicarlo sul sito?

Dipende dall'importo. Sotto i 20.000 euro il rendiconto non si invia, salvo richiesta, e per il Ministero del Lavoro la pubblicazione è raccomandata ma non obbligatoria. Da 20.000 euro in su servono entrambe le cose: invio all'amministrazione che ha pagato e pubblicazione sul sito dell'ente.

Per gli enti del Terzo settore l'invio passa solo dalla piattaforma del Ministero su servizi.lavoro.gov.it, con SPID o CIE: rendiconti mandati via PEC o raccomandata non vengono considerati. Sul sito va pubblicato il PDF generato dalla piattaforma, senza l'elenco dei giustificativi, e il link si comunica dalla stessa piattaforma.

Il DPCM, letto da solo, sembra imporre la pubblicazione a tutti; sono le linee guida del Ministero a limitarla. Il mio consiglio è pubblicarlo comunque: è un argomento in più quando chiedi le firme.

Le altre categorie rendicontano a chi le paga, con modelli propri. Le associazioni sportive usano la piattaforma del Dipartimento per lo sport; i Comuni sopra i 20.000 euro inviano il modello al Ministero dell'Interno attraverso il sistema delle certificazioni degli enti locali; ricerca scientifica e sanitaria seguono le istruzioni di MUR e Ministero della Salute.

Dove si scarica il modello di rendicontazione 5x1000?

Per gli enti del Terzo settore i modelli sono sul sito del Ministero del Lavoro, nella pagina Rendicontazione del contributo. Sotto i 20.000 euro si usano il Mod. A (rendiconto) e il Mod. B (rendiconto dell'accantonamento) del decreto direttoriale 488 del 2021; da 20.000 euro in su il modello è dentro la piattaforma (decreto direttoriale 396 del 2022).

Il Mod. A contiene anagrafica, anno finanziario, data e importo percepito, spese in cinque macrovoci. Lo firma il rappresentante legale, che dichiara anche che quelle spese non sono coperte da altri contributi; si accompagna con relazione illustrativa ed elenco dei giustificativi, che restano in sede.

Cosa si può pagare con il 5 per mille?

Con il 5 per mille si pagano le spese legate alle attività di interesse generale previste dallo statuto: personale, sede e utenze, beni e servizi, progetti, contributi ad altri enti o a persone. Non si possono pagare la pubblicità della campagna 5 per mille, gli investimenti finanziari, multe e sanzioni.

Spese ammissibili nel rendiconto del 5 per mille (enti del Terzo settore)
MacrovoceEsempi
1. Risorse umanePersonale dipendente e collaboratori; rimborsi spese e assicurazione dei volontari; compensi alle cariche sociali, se legge e statuto li ammettono; viaggi per finalità istituzionali
2. FunzionamentoAffitto delle sedi, utenze, pulizie, cancelleria, manutenzione delle attrezzature, assicurazione dei veicoli
3. Beni e serviziPrestazioni professionali, noleggi e leasing, affitto occasionale di locali per eventi, acquisto di immobili, ambulanze e veicoli
4. Attività di interesse generaleBeni o servizi strumentali donati; erogazioni a sedi territoriali, affiliati, altri enti non profit o persone, come borse di studio e sussidi; altre spese per le attività statutarie
5. AccantonamentoSomme destinate a progetti pluriennali, da spendere entro 36 mesi dall'accredito
Non ammessePubblicità per campagne sul 5 per mille; investimenti finanziari; multe e sanzioni; spese pagate in compensazione; spese dopo la cessazione dell'attività; IVA recuperabile

Fonte: Ministero del Lavoro, linee guida per la rendicontazione (decreto direttoriale 396 del 2022); DPCM 23 luglio 2020, articolo 16, comma 4.

Ogni spesa deve essere effettiva (si rendiconta per cassa), documentata, tracciabile, registrata in contabilità e conforme alle regole del 5 per mille. Valgono le spese pagate nei 12 mesi dopo l'accredito e quelle fatte dopo la pubblicazione degli importi da parte dell'Agenzia delle Entrate. I giustificativi vanno annullati con la dicitura «contributo cinque per mille» e l'anno finanziario. Una spesa già coperta da un altro contributo, per esempio da uno dei bandi per il terzo settore, entra nel rendiconto solo per la parte residua.

Quindi la campagna per chiedere le firme si paga con altri fondi: come impostarla lo spiego nella guida alla campagna 5x1000.

Si può accantonare il 5 per mille?

Sì, per progetti pluriennali di durata massima triennale e con una delibera dell'organo competente. L'importo accantonato si indica nel primo rendiconto; le somme vanno spese e rendicontate con un secondo rendiconto, il Mod. B o la sezione apposita della piattaforma, entro 36 mesi dall'accredito.

Cosa succede se non rendiconto il 5 per mille?

L'amministrazione recupera il contributo: lo rivaluta secondo l'inflazione ISTAT, aggiunge gli interessi legali dalla data dell'accredito e chiede la restituzione entro 60 giorni dalla notifica, poi procede con la riscossione coattiva. Se manca solo la pubblicazione, dopo una diffida di 30 giorni arriva una sanzione pari al 25% del contributo.

Il recupero scatta anche per spese estranee alle finalità dell'ente o per la pubblicità della campagna 5 per mille, per mancanza dei requisiti e per dichiarazioni false, che finiscono anche all'autorità giudiziaria. I controlli possono essere a campione e nella sede dell'ente.

Come ci si iscrive al 5 per mille?

Gli enti del Terzo settore si iscrivono al 5 per mille nel RUNTS: nella pratica «Cinque per mille» spuntano l'accreditamento e inseriscono l'IBAN, entro il 10 aprile. Le associazioni sportive passano dal CONI, ricerca scientifica e sanitaria da MUR e Ministero della Salute, entro la stessa data. I Comuni non fanno domanda.

L'accreditamento non si rinnova: chi è nell'elenco permanente resta iscritto finché ha i requisiti, ma deve comunicare entro 30 giorni le variazioni e chiedere la cancellazione se li perde. In ritardo? Fino al 30 settembre, con 250 euro su F24 Elide (codice tributo 8115). Nel 2027 il 10 aprile cade di sabato: controlla sul sito del Ministero del Lavoro se la scadenza slitta al primo giorno lavorativo.

Un ente nuovo deve ottenere l'iscrizione al RUNTS entro il 31 dicembre, altrimenti l'accreditamento non basta; le ex ONLUS devono presentare comunque la pratica «Cinque per mille» con l'IBAN. Il registro è spiegato nella guida agli enti del Terzo settore, il punto di vista di chi firma in come funziona il 5 per mille.

Quando arrivano i soldi del 5 per mille?

Circa un anno dopo le firme. Per le firme 2025 gli importi sono usciti il 21 maggio 2026 e il 3 agosto 2026 il Ministero del Lavoro ha trasferito all'Agenzia, che esegue i bonifici, i fondi per il primo elenco di enti del Terzo settore sotto i 500.000 euro. Sopra quella soglia l'accredito arriva direttamente dal Ministero.

Senza IBAN nel RUNTS il Ministero non paga; per l'anno finanziario 2026, sotto i 1.000 euro si può indicare un ufficio postale per il ritiro in contanti. Le quote sotto i 100 euro non vengono pagate.

Domande frequenti

Le spese fatte prima di ricevere il 5 per mille si possono rendicontare?

Sì, se sono state sostenute dopo la pubblicazione degli importi da parte dell'Agenzia delle Entrate: per l'anno finanziario 2025, dal 21 maggio 2026. Il rischio resta all'ente: se dopo la pubblicazione emerge un motivo che blocca il pagamento, quelle spese restano a suo carico. Prima della pubblicazione degli elenchi con gli importi non si può risalire.

Si possono pagare gli stipendi con il 5 per mille?

Sì. La macrovoce «Risorse umane» comprende personale dipendente e collaboratori, rimborsi e assicurazione dei volontari, compensi alle cariche sociali se legge e statuto li ammettono. Nella relazione vanno indicati numero delle persone, mansioni e tipo di contratto; in sede si conservano cedolini, F24 e prove di pagamento.

Posso girare il 5 per mille a un altro ente?

Sì, se finanzia progetti coerenti con le attività di interesse generale del tuo statuto. Il trasferimento deve essere tracciabile, con bonifico o assegno, e la responsabilità di rendicontare l'intero contributo resta tua. Non si può fare dopo la cessazione dell'attività o durante lo scioglimento. Le stesse regole valgono per i trasferimenti a sedi territoriali ed enti affiliati.

Se ho ricevuto meno di 20.000 euro devo fare qualcosa?

Sì: devi redigere rendiconto e relazione illustrativa entro 12 mesi dall'accredito, con il Mod. A se sei un ente del Terzo settore, e conservarli dieci anni con i giustificativi. Non devi inviarli, salvo richiesta dell'amministrazione, e non sei obbligato a pubblicarli, anche se è una buona pratica verso chi ti ha scelto.

Fonti

Mezz’ora gratis per capire se posso servirvi.

Prenota una chiamata

Inneschi. Fundraising, senza fuffa.

Strategie, casi studio e idee concrete. Una email ogni tanto, zero spam.

Iscriviti alla newsletter