5 per mille: a chi si può dare, come funziona e quanto vale
A chi si può dare il 5 per mille nel 2027, come si firma anche senza 730, quanto vale una firma e a chi va se non scegli: regole e dati 2025.
Il 5 per mille si può dare a sette categorie di beneficiari: enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, ricerca scientifica e università, ricerca sanitaria, il tuo Comune, associazioni sportive dilettantistiche, beni culturali e paesaggistici, parchi e aree protette. È lo 0,5% della tua IRPEF: non paghi nulla in più e, se non firmi, resta allo Stato.
In breve
- Il 5 per mille vale lo 0,5% della tua IRPEF netta. Lo destini con una firma e il codice fiscale dell'ente nel 730, nel modello Redditi o nella scheda allegata alla Certificazione Unica.
- Con le firme del 2025 il 5 per mille ha distribuito 602,5 milioni di euro a 95.980 enti. Una scelta vale in media 33,43 €, ma metà degli enti incassa meno di 707 €.
- Se non firmi, la quota resta allo Stato. Se firmi senza codice fiscale, va divisa tra gli enti della categoria in proporzione alle loro firme: nella ricerca scientifica il 61% di quella quota è andato ad AIRC.
- Dal 2026 le ex ONLUS ricevono il 5 per mille solo se hanno chiesto l'iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026.
- Per le scelte del 2026 c'è tempo fino al 2 novembre 2026 con il modello Redditi o, se sei esonerato dalla dichiarazione, con la scheda.
Come funziona il 5 per mille?
Il 5 per mille, o 5x1000, è la quota dello 0,5% dell'IRPEF che ogni contribuente può destinare, con una firma nella dichiarazione dei redditi, a un ente che lavora per finalità di interesse sociale. Non è una donazione in più: è una parte dell'imposta che paghi comunque.
È nato in via sperimentale nel 2006 ed è stabile dal 2015. Oggi lo regolano il decreto legislativo 111 del 2017 e il DPCM 23 luglio 2020. Il percorso ha quattro passaggi:
- l'ente si accredita presso l'amministrazione competente, di norma entro il 10 aprile;
- tu firmi in un solo riquadro e scrivi il codice fiscale dell'ente: due firme annullano la scelta;
- l'Agenzia delle Entrate calcola e pubblica gli importi (quelli delle firme 2025 il 21 maggio 2026);
- le amministrazioni competenti pagano gli enti, che entro un anno devono rendicontare come hanno speso i soldi.
C'è un tetto di spesa. La legge di bilancio 2026 l'ha portato da 525 a 610 milioni di euro l'anno, e dentro quel limite ogni scelta pesa in proporzione. Le firme del 2025, ripartite nel 2026, sommano esattamente 610 milioni tra enti ammessi (602,5 milioni) ed esclusi (7,5 milioni): segno che valevano di più e sono state ridotte in proporzione.
A chi si può dare il 5 per mille?
Il 5 per mille si può dare solo a enti accreditati e ammessi in una delle sette categorie elencate nelle istruzioni del modello 730/2026. Non si può dare a una persona, a un'azienda o a un partito: per i partiti c'è il 2 per mille, con un riquadro separato.
| Categoria | Chi può ricevere | Enti ammessi | Importo | Quota da firme senza codice fiscale |
|---|---|---|---|---|
| Enti del Terzo settore | ODV, APS, fondazioni, cooperative sociali e altri enti iscritti al RUNTS | 72.879 | 378,5 mln € | 4,5% |
| Ricerca sanitaria | enti della ricerca sanitaria pubblica, enti vigilati dal Ministero della Salute, non profit che fanno ricerca con loro | 107 | 101,8 mln € | 39,2% |
| Ricerca scientifica e università | università, istituzioni AFAM, enti che hanno come finalità principale la ricerca | 485 | 79,2 mln € | 25,9% |
| Associazioni sportive dilettantistiche | ASD iscritte al Registro nazionale, con settore giovanile, attive soprattutto con under 18, over 60 o persone svantaggiate | 14.904 | 21,5 mln € | 12,4% |
| Comune di residenza | il tuo Comune, per le attività sociali: basta la firma | 7.904 | 17,1 mln € | non prevista |
| Beni culturali e paesaggistici | enti ammessi dal Ministero della Cultura | 237 | 3,6 mln € | 37,9% |
| Aree protette | enti gestori di parchi e aree protette | 24 | 0,76 mln € | 80,6% |
Fonte: Agenzia delle Entrate, comunicato del 21 maggio 2026 ed elenchi per categoria; importi e quote generiche: mia elaborazione. Le righe sommano 96.540 ammissioni perché un ente può stare in più categorie: gli enti distinti sono 95.980.
Associazioni ed enti del Terzo settore: cosa cambia per le ex ONLUS
Le associazioni a cui dare il 5 per mille stanno quasi tutte nella prima riga: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni e cooperative sociali iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore. Restano fuori le imprese sociali costituite in forma di società. Chi sono gli ETS lo spiego nella guida agli enti del Terzo settore.
Le ONLUS hanno avuto un regime transitorio fino al 31 dicembre 2025. Dal 1° gennaio 2026 la loro Anagrafe è soppressa: per conservare il 5 per mille dovevano chiedere l'iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026. Negli elenchi del 2025 quelle con la pratica ancora aperta compaiono con la lettera «R», ammesse con riserva. Se sostieni una ex ONLUS, verifica che abbia fatto il passaggio.
Ricerca, Comune, sport, cultura e parchi
Ricerca scientifica e ricerca sanitaria sono categorie piccole e ricche: 592 ammissioni e 181 milioni di euro nel 2025. Il Comune è l'unico caso in cui il codice fiscale non serve: la firma va al Comune in cui risiedi. Nel 2025 Roma ha ricevuto 462.435 € e Milano 429.529 €.
Un ente può essere ammesso in più categorie, se ha i requisiti per ciascuna: AIRC compare tra gli enti del Terzo settore, nella ricerca scientifica e nella ricerca sanitaria. Se scrivi il codice fiscale di un ente nel riquadro sbagliato, conta il codice fiscale.
Come si calcola il 5 per mille e quanto vale una firma?
Il 5 per mille si calcola sull'IRPEF netta di chi firma: è lo 0,5% dell'imposta personale netta, prima delle riduzioni dovute al tetto. Con 6.000 euro di IRPEF netta la tua firma vale fino a 30 euro; con 2.000 euro, fino a 10.
Per questo il valore di una firma dipende da chi firma, non dall'ente. Nel 2025 una scelta con codice fiscale valeva in media 33,43 €, contro 29,62 € nel 2024. Per l'Associazione Luca Coscioni, dove lavoro nella raccolta fondi, la quota espressa media è stata di 41,87 € a firma: la differenza la fa l'IRPEF dei sostenitori.
Il totale è molto concentrato. Nel 2025 i primi 10 enti hanno preso il 28,8% dei 602,5 milioni, i primi 100 il 49,6%. AIRC da sola ha ricevuto 82,7 milioni da 1.802.357 scelte. All'altro capo la mediana è 707 €: 55.314 enti, il 58%, restano sotto i 1.000 € e 22.704 hanno meno di 10 scelte. Solo 51 superano il milione.
| Anno | Enti | Importo | Scelte |
|---|---|---|---|
| 2006 | 30.950 | 337,9 mln € | 10.295.447 |
| 2015 | 54.840 | 483,8 mln € | 13.880.857 |
| 2020 | 68.982 | 518,6 mln € | 13.995.731 |
| 2024 | 90.626 | 522,9 mln € | 15.177.903 |
| 2025 | 95.980 | 602,5 mln € | 15.550.127 |
Fonte: elaborazione di risultati5x1000.it su dati Agenzia delle Entrate.
Tra 2024 e 2025 l'importo totale è cresciuto del 15%, le scelte solo del 2,5%. La mia lettura: pesa l'aumento del tetto da 525 a 610 milioni, perché con il limite più basso le quote venivano tagliate di più.
Come si dona il 5 per mille, anche senza 730?
Per donare il 5 per mille firmi nel riquadro della categoria e scrivi il codice fiscale dell'ente in uno di tre modelli: il 730 (scheda 730-1, anche nel precompilato), il modello Redditi Persone fisiche o, se non devi presentare la dichiarazione, la scheda allegata alla Certificazione Unica.
Anche chi è esonerato dalla dichiarazione può scegliere: per esempio, a certe condizioni, chi ha solo redditi di lavoro dipendente o pensione da un unico sostituto d'imposta. La scheda va in busta chiusa a un ufficio postale, gratis, o a un CAF o professionista, che possono chiedere un compenso; in alternativa si invia online dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate. Sulla busta: codice fiscale, cognome, nome e «Scheda per le scelte della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'Irpef».
| Modello | Per chi | Come | Scadenza 2026 |
|---|---|---|---|
| 730 (scheda 730-1) | dipendenti, pensionati e chi ha i requisiti per il 730 | online con il precompilato, o 730-1 in busta chiusa a datore di lavoro, CAF o professionista | 30 settembre 2026, già chiuso |
| Redditi Persone fisiche | chi non può o non vuole usare il 730 | invio telematico, da solo o tramite intermediario | 2 novembre 2026 |
| Scheda della Certificazione Unica | chi è esonerato dalla dichiarazione | busta chiusa all'ufficio postale o a un intermediario, oppure online | 2 novembre 2026 |
Fonte: Agenzia delle Entrate, scelte dell'8, 5 e 2 per mille 2026 e modello Redditi PF 2026. Il 31 ottobre 2026 è sabato: la scadenza slitta al 2 novembre.
Con le dichiarazioni del 2027, sui redditi 2026, il meccanismo resta lo stesso; le date le fissa ogni anno il calendario fiscale.
Se non scelgo il 5 per mille, a chi va?
Se non firmi, la tua quota del 5 per mille resta allo Stato e non va a nessun ente. Con l'8 per mille funziona al contrario: anche le quote di chi non sceglie vengono divise tra i beneficiari in proporzione alle scelte espresse.
Altro caso è la firma senza codice fiscale, o con un codice sbagliato o di un ente non accreditato. La quota resta nella categoria in cui hai firmato e viene divisa tra gli enti della categoria in proporzione al numero di scelte con codice fiscale ricevute da ciascuno. Tradotto: la firma generica premia chi ha già più firme.
I numeri del 2025 lo mostrano. Le firme senza codice fiscale hanno portato agli enti ammessi 82,1 milioni di euro. Nella ricerca scientifica il 61% della quota generica, 12,5 milioni, è andato ad AIRC; nella ricerca sanitaria i primi tre enti ne hanno presa la metà. Ogni firma con codice fiscale si è portata dietro 1,57 € di quota generica negli enti del Terzo settore e 22,07 € nella ricerca sanitaria.
Il mio consiglio: se vuoi sostenere un ente preciso, scrivi sempre il suo codice fiscale. La firma generica non è neutra.
A chi dare il 5 per mille: come scegliere un ente?
Scegli un ente che conosci, che risulta iscritto e che pubblica come spende il contributo. Bastano quattro controlli.
- Verifica che sia iscritto. Gli elenchi degli iscritti escono entro il 10 maggio di ogni anno. Nel 2025 sono stati attribuiti 7,5 milioni a enti poi esclusi, che quei soldi non li riceveranno.
- Guarda lo storico. Su risultati5x1000.it cerchi un ente e vedi scelte e importi dal 2006. Per una panoramica c'è l'elenco dei beneficiari del 5x1000 con importi e classifica; come è nato il database lo racconto in un milione di record sul 5x1000.
- Cerca il rendiconto. Ogni ente deve rendicontare come ha usato i soldi, e chi riceve 20.000 euro o più deve pubblicarlo sul proprio sito. Per il Terzo settore il Ministero del Lavoro raccoglie i link nella Vetrina link rendiconti. Come funziona l'obbligo lo spiego nella guida alla rendicontazione del 5x1000.
- Pesa la tua firma. Per chi incassa 80 milioni è una goccia; per un ente sotto i 1.000 euro, come la maggioranza, 33 euro si vedono.
Cosa può fare una campagna: il caso Luca Coscioni
Le firme non arrivano da sole. L'Associazione Luca Coscioni, per cui lavoro, è passata da 13.108 scelte e 564.571 € nel 2020 a 41.477 scelte e 1.803.355 € nel 2025: firme e importo più che triplicati in cinque anni. Oggi è quindicesima per importo tra gli oltre 72.000 enti del Terzo settore ammessi. Se gestisci un ente, come si chiede il 5 per mille ai sostenitori lo spiego nella guida alla campagna 5x1000.
Quando arrivano i soldi del 5 per mille alle associazioni?
Circa un anno dopo la firma, a volte di più. Gli importi delle firme 2025 sono stati pubblicati il 21 maggio 2026; il 3 agosto 2026 il Ministero del Lavoro ha trasferito all'Agenzia delle Entrate, che esegue i bonifici, i fondi per il primo elenco di enti del Terzo settore sotto i 500.000 euro; quelli sopra la soglia ricevono un accredito diretto dal Ministero.
Ogni categoria ha il suo pagatore: i ministeri del Lavoro (Terzo settore), dell'Università e della Ricerca, della Salute, dell'Interno (Comuni), della Cultura e dell'Ambiente, più la Presidenza del Consiglio per le associazioni sportive. Per incassare, l'ente deve aver comunicato i dati per il pagamento, di norma l'IBAN. Le quote sotto i 100 euro non vengono pagate e si ridistribuiscono nella categoria: nel 2025 è successo a 16.668 enti del Terzo settore ammessi, quasi uno su quattro.
Domande frequenti
Il 5 per mille è obbligatorio?
No, la scelta è facoltativa. Puoi firmare per il 5 per mille, per l'8, per il 2, per tutti o per nessuno, come ricordano le istruzioni del modello 730 dell'Agenzia delle Entrate. Se non firmi non paghi nulla in più e non perdi nulla: la quota del 5 per mille resta semplicemente allo Stato invece di andare a un ente scelto da te.
Il 5 per mille costa qualcosa?
No. Il 5 per mille è una parte dell'IRPEF che devi comunque e la scelta non comporta imposte in più: non cambiano né il rimborso né il saldo della dichiarazione. L'unico costo possibile riguarda chi è esonerato e affida la scheda a un CAF o a un professionista, che possono chiedere un compenso. All'ufficio postale la consegna è gratuita.
Si può dare il 5 per mille insieme all'8 e al 2 per mille?
Sì. Le tre scelte non sono alternative e si esprimono nella stessa scheda, ognuna nel suo riquadro: l'8 per mille va allo Stato o a una confessione religiosa, il 5 per mille a un ente, il 2 per mille a un partito politico. Come funziona l'ultimo e quanto incassa ogni partito lo trovi nella guida al 2x1000 ai partiti.
Posso dividere il 5 per mille tra più enti?
No. Si può esprimere una sola scelta di destinazione e, se firmi in due riquadri, le scelte diventano nulle. Puoi però cambiare ente ogni anno, perché la scelta vale per la dichiarazione in cui la fai. Chi vuole sostenere più cause può alternarle negli anni o affiancare al 5 per mille una donazione diretta all'ente.
Dove trovo l'elenco dei beneficiari e il codice fiscale di un ente?
Gli elenchi ufficiali sono nell'area 5 per mille del sito dell'Agenzia delle Entrate: per ogni anno l'elenco complessivo dei beneficiari e quelli per categoria, con scelte e importi. Gli iscritti dell'anno in corso li pubblicano le singole amministrazioni entro il 10 maggio. Per cercare un ente per nome e vederne lo storico c'è risultati5x1000.it.
Chi ha diritto al 5 per mille?
Possono sceglierlo tutti i contribuenti IRPEF, anche chi è esonerato dalla dichiarazione. Il 5 per mille si può dare solo agli enti che si accreditano presso l'amministrazione competente, di norma entro il 10 aprile, e risultano ammessi dopo i controlli; i Comuni non devono fare domanda. L'accreditamento vale anche per gli anni successivi finché l'ente mantiene i requisiti, senza bisogno di rinnovarlo.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, scelte dell'8, 5 e 2 per mille 2026: scheda per gli esonerati, scadenze.
- Agenzia delle Entrate, istruzioni 730/2026: finalità e scelte facoltative.
- Agenzia delle Entrate, 730/2026: scadenza e 730-1.
- Agenzia delle Entrate, comunicato del 21 maggio 2026: ammessi ed esclusi per categoria.
- Agenzia delle Entrate, elenchi ammessi ed esclusi 2025: dati di ogni ente.
- DPCM 23 luglio 2020: scelta, riparto, pagamenti.
- D.Lgs. 111/2017 (Normattiva): finalità, ONLUS.
- Legge 190/2014, art. 1, comma 154 (Normattiva): tetto di 610 milioni dal 2026.
- Camera dei deputati, dossier legge di bilancio 2026: tetto e riparto.
- Ministero del Lavoro, cinque per mille 2026: accreditamento e IBAN.
- Ministero del Lavoro, pagamenti 2025: date dei pagamenti.
- Italia non profit: quota non assegnata.
- risultati5x1000.it: serie storica e distribuzione.