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Terzo Settore13 min di lettura

Bilancio sociale: cos'è, chi è obbligato ed esempio di indice

Bilancio sociale: cos'è, chi è obbligato (ETS oltre 1 milione, imprese sociali, CSV), linee guida DM 4 luglio 2019, deposito al RUNTS, esempio di indice.

Il bilancio sociale è il documento con cui un ente rende conto di chi è, cosa fa, con quali persone e con quali risultati, oltre i numeri del bilancio d'esercizio. È obbligatorio per gli enti del Terzo settore con entrate superiori a 1 milione di euro, per tutte le imprese sociali, cooperative sociali comprese, e per i centri di servizio per il volontariato. Si redige secondo le linee guida del DM 4 luglio 2019, si deposita al RUNTS e si pubblica sul sito.

In breve

  • Obbligati: ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate oltre 1 milione di euro (art. 14 del Codice del Terzo settore), imprese sociali e cooperative sociali di qualsiasi dimensione, gruppi di imprese sociali in forma consolidata, CSV.
  • Le linee guida del Ministero del Lavoro fissano 10 principi e 8 sezioni minime, dalla nota metodologica alla relazione dell'organo di controllo.
  • Dal 3 agosto 2024 si deposita al RUNTS entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (le imprese sociali al registro delle imprese) e si pubblica sul sito dell'ente o della sua rete.
  • Non sostituisce il bilancio d'esercizio (stato patrimoniale, rendiconto gestionale, relazione di missione) e non coincide con la relazione di missione.
  • Dopo la direttiva Omnibus del 2026 la rendicontazione di sostenibilità europea (CSRD) riguarda solo le imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato.

Bilancio sociale: cos'è e cosa significa rendicontazione sociale?

Il bilancio sociale è uno strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici di un'organizzazione. È la definizione delle linee guida del Ministero del Lavoro: serve a dare ai portatori di interesse, gli stakeholder, informazioni che il bilancio economico da solo non contiene.

La rendicontazione sociale è il processo che porta a quel documento: raccogliere dati su persone, attività, beneficiari e risultati e renderli pubblici in forma leggibile. Le linee guida la chiamano accountability e chiedono di vederla anche come un percorso, che migliora di anno in anno.

Chi lo legge? Soci, lavoratori, volontari, pubbliche amministrazioni e, scrive il decreto, «il pubblico dei potenziali donatori». Per questo è anche uno strumento di raccolta fondi: ci torno in fondo.

Chi è obbligato a fare il bilancio sociale?

Gli obbligati sono quattro gruppi, elencati al paragrafo 3 delle linee guida:

  1. Gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a 1 milione di euro (art. 14, c. 1, D.Lgs. 117/2017). ODV, APS, fondazioni o altri ETS: conta la cifra, non la forma.
  2. Le imprese sociali, a prescindere dalle dimensioni, che lo depositano al registro delle imprese (art. 9, c. 2, D.Lgs. 112/2017). Comprese le cooperative sociali, che sono imprese sociali di diritto.
  3. I gruppi di imprese sociali, in forma consolidata.
  4. I centri di servizio per il volontariato, il cui statuto deve prevedere l'obbligo di redigerlo e renderlo pubblico (art. 61, c. 1, lett. l).

Per gli enti filantropici il Codice aggiunge un contenuto: l'elenco e gli importi delle erogazioni deliberate ed effettuate nell'anno, con i beneficiari diversi dalle persone fisiche (art. 39).

Sotto il milione il bilancio sociale è facoltativo, anche in forma ridotta. Non va confusa un'altra soglia dello stesso articolo: sopra i 100.000 euro di entrate annue l'ente deve pubblicare ogni anno sul sito, suo o della rete associativa, i compensi di amministratori, organi di controllo, dirigenti e associati (art. 14, c. 2).

Cosa prevedono le linee guida del DM 4 luglio 2019?

Il decreto del Ministro del Lavoro del 4 luglio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019, adotta un'unica serie di linee guida per gli ETS e per le imprese sociali. Si applicano dal primo esercizio successivo a quello in corso alla pubblicazione, il 2020 per chi chiude a dicembre, e hanno sostituito quelle del 2008 per le imprese sociali.

I principi di redazione sono dieci: rilevanza, completezza, trasparenza, neutralità, competenza di periodo, comparabilità, chiarezza, veridicità e verificabilità, attendibilità, autonomia delle terze parti. Tre contano più degli altri:

  • Neutralità: vanno raccontati gli aspetti positivi e quelli negativi, senza piegarsi all'interesse degli amministratori.
  • Comparabilità: i dati devono permettere il confronto con gli anni precedenti e, se possibile, con enti simili.
  • Chiarezza: un linguaggio accessibile anche a chi non ha competenze tecniche.

Un bilancio sociale che sembra una brochure, quindi, non è solo poco credibile: viola le linee guida. La valutazione d'impatto sociale è un'altra cosa, con linee guida proprie (DM 23 luglio 2019).

Quali sezioni deve contenere il bilancio sociale?

Almeno otto, nell'ordine del paragrafo 6 delle linee guida. Se una parte manca, l'ente deve spiegare perché.

La struttura minima del bilancio sociale secondo il DM 4 luglio 2019
SezioneContenuto minimoCosa ci cerca un donatore
1. MetodologiaStandard di rendicontazione usati, cambi di perimetro o di metodo rispetto all'anno primaSe i dati sono confrontabili
2. Informazioni generaliNome, codice fiscale, forma giuridica e qualifica ETS, sedi, missione, attività statutarie e quelle svolte davvero, reti, contestoChi siete e dove operate
3. Struttura, governo e amministrazioneBase associativa, organi con nomi e date di nomina, democrazia interna, mappa degli stakeholder e loro coinvolgimentoChi decide
4. Persone che operano per l'enteDipendenti e volontari, contratti, formazione, compensi, rapporto tra retribuzione massima e minima, rimborsi ai volontariQuanto pesa la struttura
5. Obiettivi e attivitàAzioni, beneficiari, risultati e, se possibile, effetti; obiettivi raggiunti e mancati; rischiCosa è cambiato grazie ai soldi
6. Situazione economico-finanziariaProvenienza delle risorse, contributi pubblici e privati separati, raccolte fondi con finalità e strumenti, criticitàDa dove arrivano i fondi e dove vanno
7. Altre informazioniContenziosi, impatto ambientale se rilevante, parità di genere, diritti umani, anticorruzione, riunioni degli organiRischi e serietà
8. Monitoraggio dell'organo di controlloEsiti del monitoraggio e attestazione di conformità alle linee guidaChe qualcuno ha controllato

Fonte: DM Lavoro 4 luglio 2019, allegato 1, paragrafo 6. L'ultima colonna è una mia lettura, non fa parte del decreto.

Il rapporto tra le retribuzioni non è un dettaglio: tra lavoratori dipendenti la differenza non può superare il rapporto da uno a otto, da uno a dodici se servono competenze specifiche, e l'ente deve darne conto nel bilancio sociale o, se non lo redige, nella relazione al bilancio (art. 16 del Codice).

Chi approva il bilancio sociale e dove si deposita?

Lo approva l'organo indicato dallo statuto, di solito l'assemblea, dopo l'esame dell'organo di controllo, che lo integra con gli esiti del monitoraggio e con l'attestazione di conformità alle linee guida (art. 30, c. 7, del Codice). Poi va depositato e pubblicato:

  • Enti iscritti al RUNTS: deposito al RUNTS. Le linee guida indicavano il 30 giugno; dal 3 agosto 2024 la legge 104/2024 ha riscritto l'art. 48, c. 3: 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Per chi chiude al 31 dicembre è il 29 giugno (28 negli anni bisestili); per chi chiude al 31 luglio, il 27 gennaio.
  • Imprese sociali: deposito al registro delle imprese; quelle in forma di società possono seguire i tempi del bilancio d'esercizio.
  • Pubblicazione sul sito dell'ente o, se non ce l'ha, su quello della rete associativa, in una pagina facile da trovare.

Se il deposito manca o è incompleto, l'ufficio del RUNTS diffida l'ente ad adempiere entro un termine da 30 a 180 giorni; se non lo fa, l'ente viene cancellato dal registro (art. 48, c. 4). E con la cancellazione chi dona perde le detrazioni: le regole sono in erogazioni liberali: detrazioni e deduzioni.

Che differenza c'è tra bilancio sociale e bilancio d'esercizio?

Il bilancio d'esercizio racconta i conti; il bilancio sociale racconta cosa quei conti hanno prodotto. Il primo lo fanno tutti gli ETS: stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione, oppure un rendiconto per cassa per gli enti senza personalità giuridica con entrate fino a 300.000 euro (art. 13 del Codice). Il secondo solo gli obbligati e chi sceglie di farlo.

La confusione più frequente è con la relazione di missione, che illustra le voci di bilancio, l'andamento economico e il modo in cui l'ente persegue le finalità statutarie. Le linee guida lo scrivono: non vanno confuse. La relazione di missione spiega i numeri; il bilancio sociale parte dalle persone e dai risultati.

Bilancio d'esercizio, bilancio sociale e rendicontazione di sostenibilità
DocumentoChi lo redigeCosa contieneNorma
Bilancio d'esercizioTutti gli ETSStato patrimoniale, rendiconto gestionale, relazione di missione (o rendiconto per cassa)Art. 13 D.Lgs. 117/2017
Bilancio socialeETS oltre 1 milione di entrate, imprese sociali, CSVLe 8 sezioni del DM 4 luglio 2019Art. 14 D.Lgs. 117/2017; art. 9 D.Lgs. 112/2017
Rendicontazione di sostenibilitàImprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato nettoInformazioni ambientali, sociali e di governance secondo gli standard europeiDirettiva 2022/2464 (CSRD); D.Lgs. 125/2024; direttiva Omnibus I del 2026

Fonte: D.Lgs. 117/2017 e D.Lgs. 112/2017 su Normattiva; soglie CSRD: Parlamento europeo.

Bilancio sociale e CSRD: cosa cambia dopo l'Omnibus?

Per un ente del Terzo settore, nulla: sono due obblighi diversi. Il bilancio sociale è una regola italiana per il Terzo settore. La rendicontazione di sostenibilità nasce dalla direttiva europea CSRD, recepita in Italia con il D.Lgs. 125/2024, e riguarda le imprese.

Il perimetro della CSRD si è ristretto molto. La direttiva Omnibus I, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione il 26 febbraio 2026 e in vigore dal 18 marzo 2026, lascia l'obbligo solo alle imprese con più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto annuo (Parlamento europeo). Gli Stati devono adeguare le proprie norme.

La mia opinione: per chi cerca partner aziendali, un bilancio sociale con indicatori chiari rende più facile spiegare a un'impresa che cosa produce il suo contributo. È il terreno del cause related marketing e delle sponsorizzazioni.

Bilancio sociale: un esempio di indice

Ecco un indice per un'associazione di promozione sociale sopra il milione di entrate, costruito sulle otto sezioni obbligatorie. I titoli si possono cambiare; l'ordine e i contenuti minimi è meglio di no.

  1. Lettera del presidente agli stakeholder
  2. Nota metodologica: standard, periodo, perimetro, novità rispetto all'anno prima
  3. Chi siamo: missione, storia, attività statutarie e attività svolte, sedi, reti
  4. Governo: soci, assemblea, consiglio direttivo con nomi e date di nomina, organo di controllo, stakeholder e come li coinvolgiamo
  5. Le persone: dipendenti, collaboratori, volontari, formazione, compensi, rapporto tra stipendio più alto e più basso, rimborsi
  6. Cosa abbiamo fatto: attività per area, beneficiari, risultati rispetto agli obiettivi, cosa non ha funzionato
  7. I numeri: da dove arrivano le risorse (contributi pubblici, donazioni, 5 per mille, lasciti), le raccolte fondi dell'anno e come sono state usate
  8. Altre informazioni: contenziosi, ambiente, parità di genere, riunioni degli organi
  9. Obiettivi per l'anno prossimo
  10. Relazione dell'organo di controllo

Un esempio reale: il bilancio sociale dell'Associazione Luca Coscioni al 31 luglio 2025, l'ente con cui lavoro nella raccolta fondi. Sono 19 pagine: lettera agli stakeholder, nota metodologica sui principi del DM 2019, governance, persone, dati economici e una tabella delle raccolte fondi campagna per campagna. Enti più grandi pubblicano documenti lunghi e illustrati, come i bilanci sociali 2025 di Medici Senza Frontiere ed Emergency. La lunghezza non è un requisito; la completezza sì.

Come usare il bilancio sociale nel fundraising

Le linee guida lo dicono esplicitamente: il bilancio sociale serve ai potenziali donatori per scegliere un ente meritevole e per verificare poi come sono state usate le risorse donate. È la risposta alla domanda che ogni grande donatore, prima o poi, fa: dove sono finiti i miei soldi?

Il pezzo più utile per chi raccoglie fondi è la sezione sulle raccolte. Nel bilancio sociale dell'Associazione Luca Coscioni, per esempio, la campagna sull'eutanasia ha raccolto 432.444 euro nell'esercizio: con i 225.240 dell'anno prima fanno 657.684 euro, di cui 407.730 destinati e 249.954 accantonati. Un donatore lo capisce in dieci secondi.

  • Una pagina «Trasparenza» sul sito con bilancio sociale, bilancio d'esercizio e rendiconto del 5 per mille, e due o tre numeri in chiaro sopra i PDF.
  • Nelle lettere: un dato vale più di un aggettivo. Collegalo alla richiesta e al grazie.
  • Con fondazioni e bandi: missione, governance, persone e risultati sono già scritti e approvati, e si riusano nelle domande. Vedi come chiedere soldi a una fondazione e i bandi per il terzo settore.
  • Con grandi donatori e lasciti: chi pensa a una donazione importante o a un lascito testamentario vuole sapere chi decide e quanto costa la struttura, cioè le sezioni 3 e 4.
  • Nelle storie: i numeri della sezione 5 diventano credibili se accanto c'è una persona. È il lavoro dello storytelling.

La mia opinione: il bilancio sociale va scritto per chi non è obbligato a leggerlo. Se un donatore non capisce in due minuti cosa avete fatto con i suoi soldi, il documento è conforme ma inutile. Mettilo nel calendario del piano di fundraising, non solo in quello del commercialista.

Domande frequenti

Il bilancio sociale è obbligatorio per ODV e APS?

Solo se hanno ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di euro, o se sono accreditate come centro di servizio per il volontariato. Sotto quella soglia è facoltativo: si può fare con uno schema ridotto, ma solo il documento conforme alle linee guida del DM 4 luglio 2019 può dirsi predisposto ai sensi dell'art. 14 del Codice del Terzo settore.

Il bilancio sociale va certificato da un revisore?

La legge non chiede una certificazione esterna. Chiede che l'organo di controllo lo esamini, dia conto del monitoraggio su attività, raccolta fondi e assenza di scopo di lucro e attesti che il documento è conforme alle linee guida. Una verifica di terzi è possibile, purché indipendente: le sue valutazioni possono stare in un allegato.

Entro quando va depositato il bilancio sociale?

Al RUNTS entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio, secondo l'art. 48 del Codice del Terzo settore come modificato dalla legge 104/2024: per chi chiude al 31 dicembre è fine giugno. Le imprese sociali lo depositano al registro delle imprese. In entrambi i casi va pubblicato anche sul sito internet.

Cosa succede se un ente obbligato non lo deposita?

L'ufficio del RUNTS lo diffida ad adempiere entro un termine da 30 a 180 giorni. Se l'ente non provvede, viene cancellato dal registro: perde la qualifica di ente del Terzo settore e i benefici collegati, comprese le detrazioni e le deduzioni per chi gli fa una donazione.

Quanto deve essere lungo un bilancio sociale?

Nessuna norma fissa una lunghezza o un formato grafico. Conta che ci siano le otto sezioni minime delle linee guida, con le informazioni richieste o la spiegazione del perché mancano. Il bilancio sociale 2024-2025 dell'Associazione Luca Coscioni, per esempio, sta in 19 pagine.

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