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Fundraising13 min di lettura

Erogazioni liberali: detraibili o deducibili, regole 2026 e 730

Erogazioni liberali 2026: quanto si detrae o deduce donando a ETS, ODV e partiti, cosa cambia dopo le ONLUS, pagamenti tracciabili e righi del 730.

Le erogazioni liberali sono donazioni in denaro o in natura fatte senza ricevere nulla in cambio: danno uno sconto fiscale solo se vanno a soggetti previsti dalla legge e sono pagate in modo tracciabile. Chi dona a un ente del Terzo settore iscritto al RUNTS può detrarre il 30% (35% se è un'ODV) fino a 30.000 euro l'anno, oppure dedurre la donazione dal reddito nel limite del 10%.

In breve

  • Enti del Terzo settore: detrazione del 30%, 35% per le ODV, su massimo 30.000 euro l'anno, oppure deduzione fino al 10% del reddito (art. 83 del Codice del Terzo settore). Si sceglie l'una o l'altra.
  • Dal 1° gennaio 2026 le ONLUS non esistono più: per una donazione a un'ex ONLUS conta l'iscrizione al RUNTS.
  • Partiti: detrazione del 26% su importi tra 30 e 30.000 euro. Candidati e comitati elettorali: nessuna.
  • Niente contanti: bonifico, carta o assegno, con prova del beneficiario e della liberalità.
  • Nel 730/2026 le detrazioni vanno nei righi E8-E10 (codici 71, 76, 62, 61), la deduzione per gli ETS nel rigo E36. Le donazioni del 2026 vanno comunicate all'Agenzia entro il 16 marzo 2027.

Cosa significa erogazione liberale?

Un'erogazione liberale è un versamento di denaro, o la consegna di un bene, fatto per spirito di liberalità: chi dona non riceve in cambio un servizio, un prodotto o un vantaggio. Per il fisco è un onere che può dare una detrazione dall'imposta o una deduzione dal reddito, solo nei casi previsti dalla legge. Nel 730 sta nel quadro E, «Oneri e spese».

L'Agenzia delle Entrate chiede che il carattere di liberalità risulti dai documenti: ricevuta del bonifico, estratto conto della carta o ricevuta dell'ente (guida dell'Agenzia, dichiarazione 2026). Per questo la tessera di un partito non è una liberalità: è il prezzo per partecipare alla vita dell'organizzazione (circolare 24/E del 2004).

Donazioni detraibili o deducibili: che differenza c'è?

La detrazione sottrae una percentuale della donazione dall'imposta; la deduzione toglie la donazione dal reddito su cui l'imposta si calcola. Per gli ETS sono alternative: per la stessa donazione non si sommano, né si combinano con altre agevolazioni (art. 83, c. 4).

Su 1.000 euro donati a un'associazione di promozione sociale, la detrazione del 30% vale 300 euro di IRPEF in meno, se c'è abbastanza imposta. La deduzione vale l'aliquota più alta che paghi: con gli scaglioni 2026 del 23%, 33% e 43% (art. 11 TUIR) fa 230, 330 o 430 euro, più un piccolo risparmio sulle addizionali. Quindi, se la donazione non ti fa cambiare scaglione:

  • fino a 28.000 euro di reddito conviene la detrazione;
  • tra 28.000 e 50.000 euro conviene la deduzione per un ETS al 30%, la detrazione per un'ODV al 35%;
  • sopra i 50.000 euro conviene la deduzione, che non rientra nel tetto alle detrazioni previsto oltre i 75.000 euro.

Il limite della deduzione è il 10% del reddito complessivo dichiarato: chi dichiara 40.000 euro deduce fino a 4.000 euro di donazioni.

Quanto si detrae donando a un ETS, un'ODV o un'APS?

Il 30% delle donazioni, il 35% se l'ente è un'organizzazione di volontariato, su un massimo di 30.000 euro l'anno: fino a 9.000 euro di imposta in meno, 10.500 con un'ODV. Lo prevede l'art. 83 del D.Lgs. 117/2017 per gli enti iscritti al RUNTS, cooperative sociali comprese, escluse le imprese sociali in forma di società.

  • Iscrizione al RUNTS: per gli enti diversi da ODV e APS già nei vecchi registri, il beneficio parte dall'iscrizione. Si controlla sul portale pubblico del RUNTS.
  • Uso per l'attività statutaria: le liberalità devono servire alle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dell'ente (art. 83, c. 3).
  • Beni in natura: valgono al valore normale (DM 28 novembre 2019); sopra i 30.000 euro per singola cessione serve una perizia giurata.

La deduzione del comma 2 spetta anche a enti e società, e la parte che non trova spazio nel reddito si riporta fino al quarto anno successivo. Il quadro del Codice è nella guida agli enti del Terzo settore.

Detrazione donazioni ONLUS: cosa cambia dal 2026?

Dal 1° gennaio 2026 le ONLUS non esistono più: disciplina fiscale e Anagrafe sono rimaste in vigore fino al periodo d'imposta 2025 (circolare 1/E del 19 febbraio 2026). Una donazione fatta nel 2026 a un'ex ONLUS dà i benefici dell'art. 83 solo se l'ente è iscritto al RUNTS.

Per le donazioni del 2025, nel 730/2026, a un'ONLUS ancora in Anagrafe si poteva scegliere tra il 26% su massimo 30.000 euro (codice 61), il 30% o la deduzione dell'art. 83. Con le ONLUS se ne va anche il «più dai meno versi» (art. 14 D.L. 35/2005): la deduzione fino al 10% del reddito e a 70.000 euro per fondazioni e associazioni riconosciute di cultura e ricerca, abrogata dal 2026 (art. 102 del Codice).

La domanda giusta, per chi dona, non è più «è una ONLUS?» ma «è iscritta al RUNTS, e in quale sezione?».

Le donazioni ai partiti sono detraibili?

Sì: si detrae il 26% delle erogazioni tra 30 e 30.000 euro l'anno ai partiti iscritti al registro nazionale e ammessi ai benefici, pagate con strumenti tracciabili (art. 11 D.L. 149/2013). La detrazione massima è di 7.800 euro. Vale anche per i contributi di candidati ed eletti previsti dallo statuto; non vale per comitati elettorali, liste e mandatari (risoluzione 220/E del 2008), né per la tessera.

Sopra i 75.000 euro di reddito anche questa detrazione entra nel tetto dell'art. 16-ter TUIR; sopra i 200.000 euro il comma 5-bis toglie 440 euro alla detrazione per le spese al 19%, le donazioni ai partiti e le polizze contro le calamità.

Dal 1° gennaio 2027 l'art. 11 del D.L. 149/2013 è abrogato e la detrazione passa, con la stessa percentuale e gli stessi importi, nell'art. 15 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, artt. 15, 376 e 377): per le donazioni del 2025 e del 2026 il riferimento resta l'art. 11. Registro e trasparenza sono in finanziamento ai partiti; perché chi dona a un candidato non detrae nulla, nella guida alla raccolta fondi per una campagna elettorale.

Quali altre donazioni sono detraibili o deducibili?

Molte, con percentuali e limiti diversi. Ecco le principali per le persone fisiche, con il rigo del 730/2026 (redditi 2025).

Erogazioni liberali delle persone fisiche: percentuali, limiti e righi del 730/2026
BeneficiarioBeneficioLimite730/2026
Enti del Terzo settore iscritti al RUNTSdetrazione 30%30.000 €E8-E10, cod. 71
Organizzazioni di volontariatodetrazione 35%30.000 €E8-E10, cod. 76
Enti del Terzo settore, ODV compresededuzione10% del redditoE36
Partiti iscritti al registrodetrazione 26%da 30 a 30.000 €E8-E10, cod. 62
ONLUS (fino al 2025) e iniziative umanitarie nei Paesi non OCSEdetrazione 26%30.000 €E8-E10, cod. 61
Scuole statali e paritarie, università, AFAM, ITS Academydetrazione 19%nessunoE8-E10, cod. 31
Società e associazioni sportive dilettantistichedetrazione 19%1.500 €E8-E10, cod. 21
Società di mutuo soccorso (contributi dei soci)detrazione 19%1.300 €E8-E10, cod. 22
Popolazioni colpite da calamità, tramite gli enti previstidetrazione 19%2.065,83 €E8-E10, cod. 20
Beni e attività culturali, con convenzionedetrazione 19%nessunoE8-E10, cod. 26
Enti dello spettacolodetrazione 19%2% del redditoE8-E10, cod. 27
Fondazioni del settore musicaledetrazione 19%2% del redditoE8-E10, cod. 28
Art bonus: beni culturali pubblici, fondazioni lirico-sinfoniche, teatricredito d'imposta 65% in tre rate15% del reddito imponibileG9
Università, enti di ricerca pubblici, IRCCS, enti parcodeduzionenessunoE26, cod. 9
ONG idonee alla cooperazione allo sviluppodeduzione2% del redditoE26, cod. 7
Trust e fondi per persone con disabilità gravededuzione20% del reddito, massimo 100.000 €E26, cod. 12
Istituto per il sostentamento del clero e confessioni con intesadeduzione1.032,91 € per ciascunaE24
Fondazioni e associazioni riconosciute di cultura e ricercadeduzione10% del reddito, massimo 70.000 €; solo fino al 2025E26, cod. 8

Fonte: Agenzia delle Entrate, «Erogazioni liberali e contributi associativi» (dichiarazione 2026) e istruzioni al 730/2026; Art bonus: art. 1 D.L. 83/2014. I codici 26, 27 e 28 valgono per le liberalità non coperte dall'Art bonus. Per molte detrazioni al 19% il beneficio cala sopra i 120.000 euro di reddito e si azzera a 240.000.

Come pagare una donazione detraibile: bonifico, carta e causale

Con bonifico bancario o postale, carta di debito, di credito o prepagata, assegno bancario o circolare (art. 23 D.Lgs. 241/1997). Le donazioni in contanti non danno detrazioni né deduzioni, salvo poche eccezioni per alcune confessioni religiose. Da conservare:

  • la ricevuta del bonifico o l'estratto conto della carta, da cui risulti il beneficiario;
  • se il beneficiario non si legge, o hai pagato con assegno, la ricevuta dell'ente con il tuo nome e il metodo di pagamento;
  • la prova che è una liberalità, nella causale o nella ricevuta.

Per la causale basta «Erogazione liberale» o «Donazione», più il tuo codice fiscale. Serve all'ente: per la precompilata deve comunicare le donazioni dei donatori continuativi che hanno lasciato i propri dati e, per gli altri, solo quelle da cui risulta il codice fiscale. Se doni con trattenuta in busta paga, l'importo è già nella Certificazione Unica.

Erogazioni liberali nel 730: quali righi e codici?

Nel 730/2026, sui redditi 2025, le detrazioni vanno nella sezione I del quadro E, righi da E8 a E10 «Altre spese», con il codice della tabella: 71 per gli ETS, 76 per le ODV, 62 per i partiti, 61 per le ONLUS. Le deduzioni vanno nella sezione II: rigo E36 per gli ETS, E26 con il suo codice per ONG, università e trust, E24 per le istituzioni religiose. L'Art bonus va nel quadro G, rigo G9.

Sopra i 75.000 euro di reddito le spese detraibili, donazioni comprese e spese sanitarie escluse, stanno sotto un tetto: 14.000 euro fino a 100.000 euro di reddito, 8.000 oltre, moltiplicati per 0,50 senza figli a carico, 0,70 con uno, 0,85 con due e 1 con più di due o con un figlio con disabilità (art. 16-ter TUIR).

Le donazioni del 2026 andranno nel 730/2027, le cui istruzioni non sono ancora pubblicate. Dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117), in vigore dal 4 luglio 2026: da quella data sono abrogati il TUIR del 1986 e l'art. 11 del D.L. 149/2013, e cambiano i numeri degli articoli. L'art. 83 del Codice del Terzo settore e l'Art bonus restano dove sono.

Le donazioni compaiono nella precompilata?

Sì, se l'ente le comunica all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell'anno dopo. Fino alle donazioni del 2025 l'invio era obbligatorio solo per gli enti con entrate oltre 220.000 euro nel bilancio approvato, facoltativo per gli altri (Agenzia delle Entrate).

Il DM 1 marzo 2024 prevede che, dal periodo d'imposta successivo al via libera europeo sulla fiscalità del Codice, le sue regole si applichino agli enti iscritti al RUNTS che ricevono erogazioni dell'art. 83 (art. 1, c. 7). Quel periodo è il 2026: secondo Cantiere Terzo Settore e le reti associative, le donazioni 2026 vanno comunicate entro il 16 marzo 2027 da tutti gli ETS, senza soglia.

Chi non vuole i propri dati nella precompilata può opporsi: all'ente, alla donazione o entro il 31 dicembre; oppure all'Agenzia, con l'apposito modello, dal 1° gennaio al 20 marzo dell'anno dopo (Agenzia delle Entrate). Se una donazione manca, la aggiungi tu, con le ricevute.

Per gli enti: come usare la detrazione nella richiesta e nella ricevuta

La detrazione è un argomento di raccolta fondi, non una nota a piè di pagina. La mia regola: va scritta accanto all'importo, con numeri veri.

Nella richiesta

  • Traduci la percentuale in euro. Con la detrazione del 30%, 100 euro costano 70 euro a chi ha abbastanza IRPEF da pagare; a favore di un'ODV ne costano 65, di un partito 74.
  • Verifica prima di promettere l'iscrizione al RUNTS e la sezione. Se l'ente non è iscritto, niente sconti fiscali.
  • Non scrivere «interamente deducibile» senza il limite del 10% del reddito.
  • Chiedi il codice fiscale nel modulo, spiegando che porta la donazione nella precompilata; nell'informativa privacy indica la trasmissione all'Agenzia e il diritto di opporsi.
  • Ai banchetti, se prometti la detrazione, offri POS o bonifico, non la cassetta.

Esempi di richieste sono in come scrivere una lettera di donazione e nelle frasi per chiedere una donazione.

Nella ricevuta

Non c'è un modello di legge, ma la ricevuta deve provare chi ha donato, come ha pagato e che si tratta di una liberalità. Una ricevuta completa riporta: denominazione, codice fiscale e numero di iscrizione al RUNTS dell'ente, con la sezione; nome e codice fiscale del donatore; importo, data e metodo di pagamento; la dicitura «erogazione liberale» con il riferimento all'art. 83 del D.Lgs. 117/2017; per i beni in natura, descrizione e valore.

Ai donatori regolari conviene mandare a inizio anno un riepilogo dell'anno prima, insieme al grazie: come scriverlo è in lettera di ringraziamento per una donazione. E chi dona cifre importanti prima o poi chiede i conti: il documento giusto è il bilancio sociale, da mettere nel piano di fundraising.

Domande frequenti

Qual è l'importo massimo detraibile per le donazioni?

Per gli enti del Terzo settore la detrazione si calcola su massimo 30.000 euro l'anno: fino a 9.000 euro di imposta in meno al 30%, 10.500 euro con un'ODV al 35%. Per i partiti il tetto è lo stesso e la detrazione massima è di 7.800 euro. La deduzione per gli ETS non ha un tetto in euro, ma non supera il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Le quote associative si possono detrarre?

Di regola no, perché non sono liberalità: l'Agenzia delle Entrate esclude la tessera dei partiti e le quote associative delle società sportive dilettantistiche. Fanno eccezione i contributi dei soci alle società di mutuo soccorso, detraibili al 19% fino a 1.300 euro. Una donazione separata e tracciabile, versata oltre alla quota, si detrae.

Il 5 per mille è un'erogazione liberale?

No. Il 5 per mille è una quota dell'IRPEF che lo Stato destina all'ente scelto da chi firma: non costa nulla e quindi non si detrae. Si aggiunge alle donazioni, non le sostituisce: un ente può chiedere ai sostenitori sia la firma sia una donazione detraibile.

Si possono detrarre le donazioni a un'associazione non iscritta al RUNTS?

Non con l'art. 83 del Codice del Terzo settore, che vale solo per gli enti iscritti. Restano le categorie previste da altre norme, come il 19% fino a 1.500 euro per le associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro nazionale o il 19% per le scuole. Una donazione a un'associazione culturale non iscritta di solito non dà benefici.

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