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Politica12 min di lettura

Mandatario elettorale: cosa fa, chi può esserlo e il conto

Mandatario elettorale: quando è obbligatorio, chi può esserlo, come si nomina, conto dedicato, compenso, fatture e sanzioni. Guida pratica per il 2027.

Il mandatario elettorale è la persona che il candidato nomina per raccogliere i fondi della campagna: incassa i contributi su un conto dedicato, paga le spese, registra ogni movimento e controfirma il rendiconto. Serve alle politiche, alle europee, alle regionali e nei comuni sopra i 15.000 abitanti, con due esenzioni per chi spende poco e solo di tasca propria.

In breve

  • Dal giorno dopo l'indizione delle elezioni il candidato può raccogliere fondi solo tramite un mandatario (art. 7, comma 3, legge 515/1993).
  • Un mandatario per candidato, un candidato per mandatario. La nomina si comunica per iscritto, con firma autenticata, al Collegio regionale di garanzia elettorale.
  • Esenti: alle comunali sopra 15.000 abitanti chi spende meno di 2.500 euro solo di denaro proprio; alle regionali chi spende meno di 2.582,28 euro.
  • Il conto è unico (più, eventualmente, un conto postale) ed è intestato al mandatario «di» un candidato indicato per nome.
  • Non nominarlo quando serve espone a sanzioni pecuniarie, non alla decadenza: lo ha chiarito la Corte costituzionale con la sentenza 148/2025.

Cos'è il mandatario elettorale?

Il mandatario elettorale è il soggetto a cui il candidato affida, per legge, la raccolta dei fondi per la propria campagna. La definizione del vocabolario Treccani è questa, e la norma di riferimento è l'articolo 7 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, scritta per le politiche ed estesa poi alle altre elezioni.

In pratica è l'ufficio cassa della campagna: tutto il denaro passa da lui e da un solo conto, e alla fine controfirma il rendiconto certificandone le entrate. Dichiarazione delle spese e rispetto del tetto restano in capo al candidato.

Quando è obbligatorio il mandatario elettorale?

Il mandatario elettorale è obbligatorio per chi raccoglie fondi alle politiche, alle europee, alle regionali e alle comunali nei comuni sopra i 15.000 abitanti. Sotto questa soglia la legge nazionale non lo prevede.

Alle politiche la legge non fissa una soglia di esenzione e i Collegi la leggono in modo diverso. Per il Collegio dell'Aquila la nomina è obbligatoria per chi prevede contributi da terzi; il vademecum del Collegio di Firenze la chiede anche a chi affronta spese ed esenta solo i candidati comunali e regionali sotto le soglie di legge. Il mio consiglio: se pensi di ricevere anche un solo euro da altri, nominalo prima di chiederlo.

Mandatario: quando serve
ElezioneObbligoEsenzioneNorma
Camera e SenatoSì, per raccogliere fondi dal giorno dopo l'indizioneNessuna soglia di leggeArt. 7, c. 3-4, L. 515/1993
Parlamento europeoSì, in quanto compatibileNessuna soglia di leggeArt. 14, c. 2, L. 96/2012
Regionali (statuto ordinario)SìSpesa sotto 2.582,28 € (5 milioni di lire) solo con denaro proprio; il rendiconto resta dovutoArt. 5, c. 4, L. 43/1995
Comunali sopra 15.000 abitantiSì, per sindaco e consiglieriSpesa sotto 2.500 € solo con denaro proprio; il rendiconto resta dovutoArt. 13, c. 6, L. 96/2012
Comunali fino a 15.000 abitantiNo obbligo nazionale—Sopra 10.000 abitanti decidono statuti e regolamenti comunali (art. 30 L. 81/1993)

Fonte: L. 515/1993, L. 96/2012, L. 43/1995, L. 81/1993 (Normattiva, testo vigente al 3 ottobre 2026).

Le regioni con legge elettorale propria possono avere regole diverse: controlla la tua.

Chi può fare il mandatario elettorale?

Può farlo qualunque persona che accetti l'incarico: la legge non chiede titoli professionali e fissa un solo vincolo. Ogni candidato ha un solo mandatario e ogni mandatario lavora per un solo candidato, anche dentro la stessa lista.

Oltre a questo vincolo la legge non prevede incompatibilità specifiche per il mandatario: non vieta parenti, collaboratori o iscritti allo stesso partito. Non serve un commercialista, anche se i conti passeranno davanti a un Collegio fatto per metà di magistrati (art. 13).

La legge non dice se il candidato possa essere mandatario di sé stesso. A mio avviso no: il mandatario certifica le entrate che il candidato dichiara, e un controllo fatto da sé stessi non è un controllo.

Come si nomina il mandatario e a chi si comunica?

Il candidato firma un atto di designazione e lo deposita al Collegio regionale di garanzia elettorale della regione in cui si candida, presso la Corte d'appello. Va fatto prima del primo euro raccolto, quindi subito dopo l'indizione delle elezioni.

  1. Scarica il modulo della tua Corte d'appello (il Ministero dell'Interno ne riporta uno nelle istruzioni per le comunali 2026, allegato 15).
  2. Fai autenticare la firma del candidato da un soggetto abilitato dalla legge 53/1990: notai, cancellieri, segretari comunali, sindaci, consiglieri comunali, avvocati disponibili presso il proprio ordine.
  3. Fai firmare al mandatario l'accettazione e allega i documenti d'identità di entrambi.
  4. Deposita a mano, per raccomandata o via PEC, secondo le regole del tuo Collegio (alcuni accettano solo la PEC) e tieni la ricevuta: a Torino e Genova va portata una fotocopia dell'atto.

Non c'è un termine unico: la nomina deve precedere la prima donazione. L'Aquila chiede il deposito prima del voto, Venezia entro la campagna.

Come funziona il conto corrente del mandatario elettorale?

Il mandatario usa un unico conto corrente bancario e, se serve, un unico conto postale, intestati a lui «in veste di mandatario elettorale» di un candidato indicato per nome. Su quel conto passano tutte le entrate e le uscite della campagna.

La Corte d'appello di Torino fa l'esempio dell'intestazione: «Antonio Bianchi mandatario di Mario Rossi». Gli assegni dei donatori vanno intestati allo stesso modo, e banca o posta devono identificare chi versa (art. 7, comma 4).

Quando si chiude il conto

La legge non fissa una data, ma i Collegi vogliono gli estratti dell'intera vita del conto. Milano li chiede «dal saldo iniziale zero al saldo finale zero», Firenze dalla data di apertura a quella di chiusura. In pratica il conto si chiude dopo l'ultimo pagamento e prima di depositare il rendiconto, entro i tre mesi.

Donazioni online

Ogni piattaforma online deve versare sul conto unico e ogni donazione deve restare riconducibile a un nome. Nel caso deciso dalla Corte costituzionale con la sentenza 148/2025, il Collegio di Cagliari aveva contestato anche 16 donazioni via PayPal senza conto di destinazione noto.

Cosa fa il mandatario elettorale, in pratica?

Il mandatario incassa, verifica, paga, archivia e certifica. I compiti, nell'ordine in cui arrivano:

  • Incassa i contributi sul conto dedicato e registra chi li versa.
  • Verifica che il donatore possa donare. Sono vietati i contributi di pubbliche amministrazioni, enti pubblici, società con capitale pubblico oltre il 20% o da esse controllate, cooperative sociali (art. 7 legge 195/1974, esteso ai candidati dalla legge 659/1981); le altre società servono delibera e iscrizione a bilancio. Chi riceve contributi vietati rischia da 6 mesi a 4 anni di reclusione.
  • Raccoglie le dichiarazioni congiunte per i contributi sopra 3.000 euro l'anno dallo stesso soggetto, che il candidato può anche autocertificare (art. 4 legge 659/1981).
  • Paga le spese dal conto dedicato.
  • Certifica: controfirma il rendiconto e ne attesta la veridicità per le entrate (art. 7, comma 6).

Intestazione delle fatture e documentazione

Chi produce materiale o vende servizi per la propaganda deve accettare ordini solo dal candidato o dal suo mandatario e fatturare a loro (art. 3, comma 3, legge 515/1993). Scegli una regola e tienila: fatture al mandatario, pagate dal conto dedicato e collegate alla riga dell'estratto conto. Nei 90 giorni prima del voto stampa, affissioni, spazi pubblicitari e sale hanno l'IVA al 4%: i dettagli sono nella guida alle spese elettorali, con limiti e rendiconto.

Il mandatario elettorale ha diritto a un compenso?

La legge 515/1993 non parla di compenso: l'incarico può essere gratuito o retribuito. Se è pagato, va trattato come una spesa della campagna.

A mio avviso il compenso rientra nella voce «ogni prestazione o servizio inerente alla campagna elettorale» (art. 11, lettera e): va quindi documentato, inserito nel rendiconto e contato nel tetto di spesa. Nei moduli dei Collegi che ho consultato (Napoli, Venezia, Cagliari) non c'è una riga dedicata: si mette tra le spese per personale e prestazioni.

Che differenza c'è tra mandatario e committente responsabile?

Il mandatario gestisce i soldi, il committente responsabile firma la propaganda. Ogni manifesto, volantino, spot o contenuto di propaganda deve indicare il nome del committente responsabile (art. 3, comma 2, legge 515/1993; per le comunali art. 29, comma 3, legge 81/1993).

Mandatario elettorale e committente responsabile a confronto
Mandatario elettoraleCommittente responsabile
Cosa faRaccoglie i fondi, tiene il conto, controfirma il rendicontoOrdina la propaganda e ne risponde
Chi èUna persona designata dal candidato, una per candidatoIl candidato o il mandatario; per i partiti il segretario amministrativo o il delegato alla propaganda
Dove compareNell'intestazione del conto e nel rendicontoSu ogni materiale di propaganda
NormaArt. 7, c. 3-6, L. 515/1993Art. 3, c. 2-3, L. 515/1993; art. 29, c. 3, L. 81/1993
SanzioniQuelle sul rendiconto (art. 15, c. 5, 8, 11)Da 516,46 a 25.822,84 € (art. 15, c. 2); costi di rimozione della propaganda abusiva in solido con chi l'ha affissa (c. 3)

Fonte: L. 515/1993 e L. 81/1993; promemoria della Corte d'appello di Torino. Importi in lire convertiti a 1.936,27 lire per euro.

Cosa succede se non si nomina il mandatario?

Raccogliere fondi senza mandatario viola la legge 515/1993 e il Collegio può sanzionarlo, ma per l'eletto non porta alla decadenza. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza 148 del 15 ottobre 2025.

Il caso riguardava la presidente della Regione Sardegna, eletta nel 2024: il Collegio di Cagliari le aveva contestato, tra l'altro, mandatario mai nominato, conto dedicato assente e rendiconto non conforme, con una sanzione di 40.000 euro e la richiesta di decadenza. La Corte ha annullato la parte sulla decadenza: quelle violazioni non sono tra i casi espressamente previsti dall'articolo 15.

Per l'eletto la decadenza scatta solo in due casi: dichiarazione non depositata nemmeno dopo la diffida a farlo entro 15 giorni (comma 8) e superamento del tetto di spesa per un importo pari o superiore al doppio (comma 9). Le sanzioni pecuniarie restano pesanti:

  • dichiarazione non depositata: da 25.822,84 a 103.291,38 euro (commi 5 e 8);
  • irregolarità nel rendiconto o donatori non indicati quando è richiesto: da 5.164,57 a 51.645,69 euro (comma 11);
  • tetto superato: da una a tre volte l'eccedenza (comma 6).

Il mandatario come ufficio cassa della raccolta fondi

Per chi fa raccolta fondi il mandatario è il back office della campagna. Io lo imposterei così.

  1. Ricevuta per ogni donazione, anche piccola. Per i partiti la legge 3/2019 la impone sempre; per un candidato è il modo più semplice per ricostruire le entrate.
  2. Registro dei donatori aggiornato ogni settimana: nome, indirizzo, data, importo, canale, denaro o servizio, valore del servizio, delibera per le società, dichiarazione congiunta sopra 3.000 euro.
  3. Solo strumenti tracciabili che arrivano sul conto dedicato: bonifico, carta, piattaforme online collegate al conto. Niente contanti tenuti fuori conto.
  4. Servizi valorizzati: santini stampati da un amico, una sala prestata, un video girato gratis sono contributi in servizi e vanno nel rendiconto con il loro valore.
  5. Privacy dei donatori detta prima, non dopo. Il rendiconto è consultabile presso il Collegio (art. 14) e riporta il nome delle persone fisiche sopra 3.000 euro e di ogni altro soggetto, qualunque sia l'importo. Per i candidati sindaco sopra 15.000 abitanti, chi dona più di 500 euro l'anno acconsente per legge alla pubblicazione dei propri dati. Alcuni Collegi, come Cagliari, chiedono comunque il nome di ogni donatore.

Come chiedere, a chi e quanto: guida alla raccolta fondi per la campagna elettorale. Chi corre in consiglio comunale parta da come candidarsi alle elezioni comunali 2027; per i partiti vale la guida al finanziamento dei partiti in Italia.

Domande frequenti

Il mandatario elettorale può essere un parente del candidato?

Sì, la legge 515/1993 non lo vieta. Gli unici vincoli sono che ogni candidato abbia un solo mandatario e che il mandatario lavori per un solo candidato. Conta di più l'affidabilità: deve tenere il conto in ordine, conservare ogni ricevuta e restare reperibile nei tre mesi dopo il voto, quando si prepara il rendiconto, e durante i 180 giorni in cui il Collegio può contestarlo.

Come funziona il mandatario elettorale alle elezioni regionali?

Alle regionali delle regioni a statuto ordinario si applica la legge 43/1995, che rinvia alla legge 515/1993. Il mandatario serve a chi raccoglie fondi; è esentato chi spende meno di 2.582,28 euro solo di tasca propria. Il rendiconto va al Collegio regionale di garanzia elettorale entro tre mesi dalla data del voto. Alle regionali 2024 il tetto per un candidato era di 38.802,85 euro più 0,0061 euro per residente della circoscrizione.

Serve il mandatario nei comuni sotto i 15.000 abitanti?

No, la legge nazionale non lo prevede: l'articolo 13 della legge 96/2012, che porta mandatario, tetti di spesa e rendiconto alle comunali, vale solo sopra i 15.000 abitanti. Nei comuni sopra i 10.000 abitanti, però, statuti e regolamenti comunali possono disciplinare la dichiarazione preventiva e il rendiconto delle spese (art. 30 legge 81/1993). Controllali prima di aprire la campagna.

Il mandatario serve anche alle europee?

Sì. L'articolo 14 della legge 96/2012 applica alle europee, in quanto compatibili, gli articoli 7, 11, 12, 13, 14 e 15 della legge 515/1993: mandatario, conto dedicato, tetto di spesa, rendiconto al Collegio regionale di garanzia elettorale e sanzioni. L'eletto trasmette la dichiarazione anche al Presidente della Camera dei deputati.

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