Spese elettorali: limiti, rendiconto e dichiarazione (guida)
Spese elettorali: tetti per candidati e partiti, rendiconto al Collegio di garanzia, dichiarazione negativa, IVA al 4%, sanzioni e moduli ufficiali.
Le spese elettorali sono i costi della propaganda di candidati e partiti: materiali, diffusione, eventi, presentazione delle liste e personale. La legge fissa un tetto per ogni elezione e obbliga ogni candidato, eletto o no, a depositare dichiarazione e rendiconto al Collegio regionale di garanzia elettorale entro tre mesi, anche se non ha speso nulla.
In breve
- Politiche ed europee: il candidato può spendere 52.000 euro per circoscrizione o collegio più 1 centesimo per residente; il partito 1 euro per elettore.
- Comunali sopra 15.000 abitanti: quota fissa da 25.000 a 250.000 euro per il sindaco e da 5.000 a 25.000 euro per il consigliere, più una quota per elettore (art. 13 legge 96/2012).
- Il rendiconto vale per eletti e non eletti, anche a spese zero: chi non lo deposita rischia da 25.822,84 a 103.291,38 euro e, se eletto, la decadenza dopo la diffida.
- Stampa, affissioni, spazi pubblicitari e manifestazioni hanno l'IVA al 4% nei 90 giorni prima del voto; i referendum ne sono esclusi.
- Nel 2024, anno di europee, i partiti hanno dichiarato spese elettorali tra 0,10 e 3,56 milioni di euro.
Cosa sono le spese elettorali?
Le spese elettorali sono, per legge, i costi di cinque categorie legate alla propaganda (art. 11 della legge 515/1993):
- produzione, acquisto o affitto di materiali e mezzi di propaganda;
- distribuzione e diffusione, compresi spazi su giornali, radio e TV private, cinema e teatri;
- manifestazioni di propaganda aperte al pubblico, anche culturali e sportive;
- moduli, autenticazione delle firme e operazioni per presentare le liste;
- personale e ogni prestazione o servizio legato alla campagna.
Sedi, viaggi, telefono, posta e oneri passivi valgono a forfait il 30% delle spese ammissibili e documentate (art. 11, comma 2); il modulo di Venezia ammette la quota solo se le spese ci sono state davvero. Contano anche i servizi ricevuti gratis, con il loro valore in euro: santini stampati da terzi, sale prestate, prestazioni.
Qual è il limite delle spese elettorali per candidati e partiti?
Il limite è una quota fissa più una quota per residente o per elettore, e cambia per tipo di elezione. Gli importi vigenti a ottobre 2026:
| Elezione e soggetto | Limite | Norma |
|---|---|---|
| Camera e Senato, candidato | 52.000 € per circoscrizione o collegio + 0,01 € per residente | Art. 7, c. 1, L. 515/1993 (importi del D.L. 1/2006) |
| Camera e Senato, partito o lista | 1 € per elettore iscritto (Camera più Senato) dove è presente | Art. 10 L. 515/1993 |
| Europee, candidato | 52.000 € per circoscrizione + 0,01 € per residente | Art. 14, c. 2, L. 96/2012 |
| Europee, partito | 1 € per elettore iscritto nelle liste per la Camera | Art. 14, c. 1, L. 96/2012 |
| Regionali, candidato in lista circoscrizionale | 38.802,85 € + 0,0061 € per residente della circoscrizione | Art. 5, c. 1, L. 43/1995; D.M. 1° marzo 2010 |
| Regionali, presidente o lista regionale | 38.802,85 € | Art. 5, c. 1, L. 43/1995 |
| Regionali, partito o lista | 1 € per elettore delle circoscrizioni in cui presenta liste | Art. 5, c. 3, L. 43/1995 |
| Comunali, sindaco (15.001-100.000 / 100.001-500.000 / oltre 500.000 abitanti) | 25.000 € / 125.000 € / 250.000 € + 1 € per elettore (0,90 € oltre 500.000) | Art. 13, c. 1-3, L. 96/2012 |
| Comunali, consigliere (stesse fasce) | 5.000 € / 12.500 € / 25.000 € + 0,05 € per elettore | Art. 13, c. 4 |
| Comunali sopra 15.000, partito o lista | 1 € per elettore | Art. 13, c. 5 |
Fonte: L. 515/1993, L. 96/2012, L. 43/1995 (Normattiva, testo vigente); importi regionali come applicati alle regionali 2024 dal Consiglio regionale del Piemonte e dal Collegio dell'Aquila.
Le regioni con disciplina propria possono avere regole diverse. Un esempio per le spese elettorali alle elezioni comunali: con 40.000 elettori in un comune di 50.000 abitanti il consigliere può spendere 7.000 euro, il sindaco 65.000. Alle regionali 2024 il tetto nella circoscrizione di Torino era di 52.273,90 euro.
Da quando contano le spese elettorali?
Non c'è una data unica. Per i consuntivi dei partiti alle politiche la campagna va dalla convocazione dei comizi al giorno prima del voto (art. 12, comma 1-bis); per i candidati la raccolta fondi passa dal mandatario dal giorno dopo l'indizione (art. 7, comma 3); l'IVA al 4% vale nei 90 giorni prima del voto. Per Firenze contributi e delibere societarie devono avere data anteriore al voto.
Chi deve presentare il rendiconto delle spese elettorali, e entro quando?
La rendicontazione delle spese elettorali è obbligatoria per tutti i candidati, eletti e non eletti, anche se non hanno speso nulla né ricevuto contributi. Il termine è di tre mesi; cambia il punto di partenza.
| Elezione | Termine | Destinatari | Norma |
|---|---|---|---|
| Politiche | 3 mesi dall'ultima proclamazione | Collegio regionale; gli eletti anche al Presidente della propria Camera | Art. 7, c. 6-7, L. 515/1993 |
| Europee | 3 mesi dall'ultima proclamazione | Collegio regionale; gli eletti anche al Presidente della Camera dei deputati | Art. 14, c. 2, L. 96/2012 |
| Regionali | 3 mesi dalla data delle elezioni | Collegio regionale; gli eletti anche al presidente del consiglio regionale | Art. 5, c. 4-5, L. 43/1995 |
| Comunali sopra 15.000 | 3 mesi dalla data delle elezioni (i Collegi indicano anche 90 giorni dalla proclamazione) | Collegio regionale e presidente del consiglio comunale | Art. 13, c. 6-7, L. 96/2012 |
Fonte: Normattiva; Collegi di Venezia e Milano. Nel dubbio conta i tre mesi dalla data del voto.
Cosa contiene
- La dichiarazione sulle spese sostenute e sulle obbligazioni assunte, con la formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero» (art. 2 legge 441/1982).
- Il rendiconto di contributi, servizi e spese, con il nome delle persone fisiche che hanno dato più di 3.000 euro e di ogni altro soggetto, qualunque sia l'importo.
- Gli estratti del conto bancario ed eventualmente postale usati, e le firme del candidato e del mandatario elettorale, che certifica le entrate.
- Per le società, delibera e scritture contabili; oltre 3.000 euro l'anno, la dichiarazione congiunta o l'autocertificazione del candidato (art. 4 legge 659/1981).
La dichiarazione negativa
Chi non ha speso nulla e non ha ricevuto né denaro né servizi deposita la dichiarazione negativa («zero spese»). Per Venezia anche i santini pagati da altri la escludono. Chi ha usato solo materiale del partito può attestarlo (legge 441/1982).
Modelli ufficiali
Ogni Collegio ha il suo modello di dichiarazione e rendiconto, e va usato quello. Alcuni esempi: per le comunali 2026 Milano ha pubblicato il modulo con spese e il modulo zero spese; Venezia il rendiconto per le regionali 2025; Napoli il modello per le comunali.
Controlli del Collegio regionale di garanzia elettorale
Il Collegio regionale di garanzia elettorale, presso la Corte d'appello, ha 180 giorni per contestare irregolarità, poi il rendiconto è approvato; gli elettori possono fare esposti entro 120 giorni dal voto (artt. 13-14).
Schema di rendiconto: come impostarlo
Lo schema serve a tenere i conti in campagna; non sostituisce il modulo ufficiale del tuo Collegio.
| Sezione | Voce | Cosa inserire |
|---|---|---|
| Entrate | Risorse proprie del candidato | Versate sul conto, spese direttamente, beni o servizi conferiti |
| Entrate | Contributi in denaro di terzi | Nome e indirizzo: persone fisiche sopra 3.000 €, società ed enti sempre |
| Entrate | Servizi ricevuti da terzi | Valore in euro |
| Entrate | Debiti aperti | Obbligazioni non pagate, con il creditore |
| Uscite | a) Materiali e mezzi di propaganda | Fatture e ricevute |
| Uscite | b) Distribuzione e diffusione | Spazi su giornali, radio, TV, cinema |
| Uscite | c) Manifestazioni | Sale, allestimenti, servizi |
| Uscite | d) Presentazione delle liste | Moduli, autenticazione delle firme |
| Uscite | e) Personale e prestazioni | Collaboratori, consulenze, eventuale compenso del mandatario |
| Uscite | Quota forfettaria 30% | Sedi, viaggi, telefono, posta, oneri passivi (art. 11, c. 2) |
| Uscite | Spese del partito riferibili al candidato | Quota con nota del partito (Torino) |
| Totali | Entrate e uscite | Devono coincidere (Venezia); residuo attivo o passivo (Torino) |
Fonte: schema dell'autore su art. 11 L. 515/1993 e moduli dei Collegi di Napoli, Venezia e Torino. Usa sempre il modulo ufficiale del tuo Collegio.
Cosa succede in caso di mancata rendicontazione delle spese elettorali?
La mancata rendicontazione delle spese elettorali costa da 25.822,84 a 103.291,38 euro; per l'eletto che non deposita nemmeno dopo la diffida a farlo entro 15 giorni scatta anche la decadenza (art. 15, commi 5 e 8, legge 515/1993).
- Rendiconto irregolare o donatori non indicati: da 5.164,57 a 51.645,69 euro (comma 11).
- Tetto superato: da una a tre volte l'eccedenza (comma 6); se si arriva al doppio del limite l'eletto decade (comma 9).
- Partiti alle politiche: consuntivo non depositato alla Corte dei conti entro 45 giorni dall'insediamento delle Camere, da 51.645,69 a 516.456,90 euro (comma 14).
- Liste nei comuni sopra 30.000 abitanti: consuntivo non depositato, da 50.000 a 500.000 euro (art. 13, comma 7, legge 96/2012).
Altre violazioni gravi, come un mandatario mai nominato, non portano alla decadenza: la Corte costituzionale (sentenza 148/2025) l'ha limitata ai commi 8 e 9.
Cosa devono dichiarare in più gli eletti?
Gli eletti aggiungono la dichiarazione patrimoniale della legge 441/1982: entro tre mesi dalla proclamazione deputati e senatori depositano beni e partecipazioni, ultima dichiarazione dei redditi e dichiarazione sulle spese elettorali. Vale anche, con le regole dei rispettivi consigli, per eurodeputati, consiglieri regionali e comunali dei capoluoghi o dei comuni sopra 15.000 abitanti, con le liberalità sopra 500 euro l'anno (D.L. 149/2013). L'ente le pubblica online (D.Lgs. 33/2013).
Come funziona l'IVA agevolata al 4% per la campagna elettorale?
Nei 90 giorni prima del voto si applica l'IVA al 4% a materiale tipografico (carta e inchiostri compresi), spazi per affissioni, comunicazione politica in radio e TV, messaggi su quotidiani, periodici e siti web, affitto di locali, allestimenti e servizi per manifestazioni (art. 18 legge 515/1993). Vale per politiche, europee, regionali e comunali, nelle aree interessate.
Due condizioni: l'acquisto è commissionato da partiti, movimenti, liste o candidati, e i beni esauriscono la loro utilità nella competizione. Lo ricorda l'Agenzia delle Entrate nella risposta 280/2022, che ha negato il 4% a un comitato referendario.
In pratica la richiesta di IVA agevolata al 4% si fa al fornitore con l'ordine, che parte dal candidato o dal mandatario, intestatari della fattura. Dal 1° gennaio 2027 l'articolo 18 è abrogato e l'agevolazione passa nel testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026, tabella A, parte II, n. 34): per il voto del 2027 cambia la norma da citare, non il contenuto.
Esistono rimborsi o detrazioni per le spese elettorali?
Per i candidati non esiste un rimborso pubblico delle spese elettorali. Ai partiti i rimborsi sono stati aboliti dal D.L. 149/2013, con stop dal 2017: oggi restano 2x1000 e detrazioni (vedi il finanziamento dei partiti in Italia).
Rimborso spese referendum 2026
Per i comitati promotori resta in vigore l'articolo 1, comma 4, della legge 157/1999: 1 euro per firma valida fino al minimo richiesto, tetto complessivo di 2.582.285 euro l'anno, se il referendum abrogativo raggiunge il quorum. Per le richieste di referendum costituzionale, come quello del 22-23 marzo 2026, è previsto un rimborso «analogo» nello stesso limite, pagato entro il 31 luglio dell'anno del voto.
Spese elettorali detraibili?
La detrazione prevista dalla legge per la politica riguarda chi dona a un partito: 26% delle erogazioni da 30 a 30.000 euro l'anno, solo verso partiti iscritti al registro e con pagamento tracciabile (art. 11 D.L. 149/2013; dal 2027 art. 15 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 117/2026). Le spese che il candidato paga per la propria campagna e i contributi versati al suo mandatario non rientrano in questa norma.
Quanto spendono i partiti per le campagne elettorali?
Nei rendiconti 2024, anno di europee, le spese elettorali dichiarate vanno da 0,10 a 3,56 milioni di euro per partito: metà delle entrate per Forza Italia, un ventesimo per Italia Viva.
| Partito | Spese elettorali 2024 | Entrate totali 2024 | Quota sulle entrate |
|---|---|---|---|
| Forza Italia | 3,56 mln € | 6,97 mln € | 51% |
| Partito Democratico | 2,20 mln € | 13,20 mln € | 17% |
| Azione | 0,44 mln € | 1,92 mln € | 23% |
| +Europa | 0,41 mln € | 1,46 mln € | 28% |
| Lega Salvini Premier | 0,37 mln € | 5,09 mln € | 7% |
| Sinistra Italiana | 0,30 mln € | 1,92 mln € | 16% |
| Europa Verde-Verdi | 0,14 mln € | 1,81 mln € | 8% |
| Italia Viva | 0,10 mln € | 2,07 mln € | 5% |
Fonte: elaborazione di finanziamentipartiti.it sui rendiconti 2024 dei partiti. Per gli altri partiti la voce non è disponibile.
A mio avviso è metà della storia: molta spesa passa dalle campagne personali dei candidati, che stanno nei rendiconti ai Collegi e non nei bilanci di partito. Per il budget di una campagna individuale c'è la guida alla raccolta fondi per la campagna elettorale; per chi corre in consiglio comunale, come candidarsi alle elezioni comunali 2027.
Domande frequenti
Il bilancio preventivo delle spese elettorali è obbligatorio?
Sì, nei comuni sopra i 50.000 abitanti: con liste e candidature va presentato un bilancio preventivo di spesa, affisso all'albo pretorio, e il rendiconto va reso pubblico entro 30 giorni dalla fine della campagna (art. 30 legge 81/1993). Il Comune di Genova, nel 2025, ha suggerito di presentarlo per la lista e per ogni candidato che spende in proprio.
Le spese pagate dal partito per un candidato contano nel suo limite?
Dipende dall'elezione. Alle politiche e alle comunali la spesa di propaganda si imputa solo a chi l'ha effettivamente sostenuta, candidato o partito (art. 7, comma 2, legge 515/1993). Alle regionali le spese riferite a un candidato e pagate dal partito entrano nel suo limite, anche pro quota, salvo il capolista della lista regionale (art. 5, comma 2, legge 43/1995).
Il rendiconto delle spese elettorali è pubblico?
Sì. Dichiarazioni e rendiconti dei candidati sono liberamente consultabili negli uffici del Collegio regionale di garanzia elettorale, e per 120 giorni dalle elezioni qualsiasi elettore può presentare esposti sulla loro regolarità (art. 14 legge 515/1993). Per gli eletti, le dichiarazioni della legge 441/1982, compresa quella sulle spese elettorali, vengono pubblicate sul sito dell'ente (art. 14 D.Lgs. 33/2013).
Nei comuni sotto i 15.000 abitanti ci sono limiti di spesa?
Non ci sono limiti nazionali: tetti, mandatario e rendiconto al Collegio dell'articolo 13 della legge 96/2012 valgono solo sopra i 15.000 abitanti. Resta l'obbligo del committente responsabile su ogni materiale di propaganda (art. 29 legge 81/1993) e, sopra i 10.000 abitanti, le eventuali regole di statuto e regolamento comunale (art. 30).
Fonti
- Legge 515/1993 (Normattiva): artt. 3, 7, 10-15, 18
- Legge 96/2012: comunali (art. 13) ed europee (art. 14)
- Legge 43/1995 e legge 81/1993: regionali e comunali
- Legge 441/1982 e D.Lgs. 33/2013: eletti
- D.L. 149/2013 e legge 157/1999: rimborsi e detrazioni
- D.Lgs. 10/2026 e D.Lgs. 117/2026: testi unici IVA e imposte sui redditi dal 2027
- Agenzia delle Entrate, risposta 280/2022: IVA al 4% e referendum
- Corte costituzionale, sentenza 148/2025: casi di decadenza
- Vademecum del Collegio della Toscana: obblighi e prassi
- Ministero dell'Interno, istruzioni comunali 2026 e FAQ del Comune di Genova
- finanziamentipartiti.it: bilanci 2024 dei partiti